
a cura di Giacomo Milazzo
«Il sapiens è convinto di essere il cocco del Creatore. Crede che il Creatore sia orgoglioso di lui; crede addirittura che lo ami; che abbia una passione per lui, che si alzi la notte ad ammirarlo; sì, che si preoccupi per lui e lo preservi dagli affanni. Lo prega, e crede che Egli lo ascolti. Non è un’idea bizzarra?»
(Mark Twain)
«Caro Sapiens, la Terra ti scrive per ricordarti che non sei il padrone del mondo» (Mario Tozzi)
Sul sito Sigea non poteva mancare un libro del geologo più famoso d’Italia. Autore di tantissimi libri questo suo ultimo lavoro rappresenta forse una sorta di compendio alla sua opera di divulgazione letteraria e televisiva.
Siamo abituati a pensare alla Terra come al nostro pianeta. Ma la Terra ha 4,5 miliardi di anni, è abitata da milioni di specie e la storia dell’essere umano è solo un frammento infinitesimale della sua.
Partendo da questa consapevolezza, l’Autore le fa da portavoce, immaginando che attraverso una serie di lettere la Terra si rivolga all’essere che si è autoproclamato sapiens, per consegnargli un messaggio d’amore, ma anche un accorato avvertimento.
Ripercorrendo la propria storia, dall’origine del cosmo a oggi, e illustrando i meccanismi che la governano – la geodinamica che sposta i continenti, i cicli del clima che si alternano, l’evoluzione della vita che ha plasmato ogni creatura – ci svela una verità scomoda: l’attuale crisi ambientale non è un incidente, ma il frutto delle scelte umane, che hanno ignorato le sue leggi fondamentali.
Col tono paziente del genitore, animato da un pizzico d’ironia, il nostro pianeta ci sfida a interrogarci su un eloquente paradosso: come può la specie che si ritiene la più intelligente, l’unica in grado di sognare e creare, correre con tanta rapidità verso la propria distruzione? Ma poi, siamo davvero sicuri della nostra superiorità, dato che l’intelligenza, la creatività e persino le emozioni sono tratti condivisi con molti altri esseri viventi?
In questo saggio brillante e fuori dagli schemi l’Autore ci mostra quanto la nostra vita e quella della Terra siano intrecciate a doppio filo; ignorarlo significa continuare a danneggiare, forse irrimediabilmente, la nostra unica casa. Perché il vero progresso non risiede nel dominio sulla natura, ma nella capacità di coesistere in armonia con essa.
Il suo libro più sentito e pensato, ci dice l’autore concludendo la breve introduzione, faticando a stare dietro al flusso continuo di pensieri e scritto un po’ dappertutto. Recuperando libri e articoli, rimescolandoli e tracciandone i percorsi principali ne ha ricavato ciò che avrebbe voluto scrivere da sempre, un testo in cui la Terra, in prima persona, descrive se stessa, si racconta, si spiega e, quando può e deve, ragiona anche sui sapiens, ricordando loro in che guaio si stanno cacciando da qualche secolo a questa parte.
Partendo proprio dagli inizi, prendendola alla lontana, ma senza esitare a richiamare i sapiens alla riflessione sui loro percorsi, istituendo paragoni continui con gli altri viventi non umani dai quali tutti avremmo qualcosa da imparare, ci ricorda come non sia mai accaduto in passato che una singola specie si sia salvata da sola. La domanda di partenza è molto chiara: i sapiens sono una specie particolare e, anzi, unica nell’universo conosciuto? Ma altrettanto chiara è la conclusione, che porta a considerare che cosa li differenzi da tutti gli altri viventi terrestri, compresi quelli che ci hanno preceduti e che oggi conosciamo solo come fossili. Se vogliamo avere un’idea della biodiversità, dobbiamo tenere a mente che ogni singola specie va pensata come parte fondamentale di un tutto, per quanto insignificante possa sembrare se presa da sola.
Questo libro racconta come è fatta la Terra, in base a quali meccanismi agisce, che tipo di dinamiche mette in atto e come si regola verso la vita. In tal modo, però, descrive anche il clima, le acque, la nascita delle montagne, le estinzioni di massa, la deriva dei continenti e l’evoluzione biologica in una Grande Storia senza alcuna soluzione di continuità. E pone altre domande, soprattutto quelle ritenute scontate o banali e che, invece, comportano riflessioni complesse.
Siamo abituati a pensare al mondo come una proprietà di noi sapiens, eppure siamo su questo pianeta da un tempo infinitesimo di questa lunghissima storia e siamo solo lo 0,01% della biomassa totale sulla Terra. Ma com’era il pianeta quando gli uomini ancora non esistevano? È possibile ricostruire la storia più antica? E come? Le montagne e gli oceani ci sono sempre stati? Quando è comparsa la vita? E, soprattutto, questi presupposti geologici arcaici hanno influenzato la nascita e la storia dei sapiens? E ancora: perché non abbiamo mai incontrato gli alieni? Oppure, perché i sapiens hanno un pene così sviluppato e lo fanno strano (almeno rispetto agli altri primati)? E come è possibile cambiare il clima col biossido di carbonio? Perché si sono estinti i dinosauri?
Questo libro, però, è anche un modo per definire quali sono le cause di una crisi ambientale che non sembra avere precedenti e per riflettere sull’assurdità di voler vivere ricavando risorse infinite da un pianeta che è, per definizione, finito. Arrivando alla conclusione che c’è una sola differenza fra i sapiens e i viventi non umani, ma non è l’intelligenza, né la parola, né la tecnologia, e nemmeno sono le emozioni o la bellezza.
L’Autore ci tiene a sottolineare che per scrivere questo libro, con tutte le sue rielaborazioni, non ha fatto ricorso all’ausilio di alcuna forma di Intelligenza Artificiale che, come sappiamo, gli avrebbe permesso di essere più preciso, più corretto e più esaustivo in molto meno tempo e faticando quasi zero. Forse domani non ci sarà più bisogno di sforzi lunghi e faticosi come questo per compilare ad esempio un prontuario geologico: basterà appellarsi a qualche LLM per avere in pochi minuti testi completi e perfino arricchiti di immagini. Ma noi tutti crediamo che il modo di argomentare, la concatenazione delle tematiche, le imprecisioni stesse non siano facilmente replicabili, per non dire del far parlare la Terra in prima persona. Ragion per cui questo libro, come tutti quelli scritti personalmente dai sapiens senza supporti artificiali, è un unicum e in quanto tale irripetibile. E spero testimoni che ancora vale la pena di faticare a scrivere. L’impresa è valsa lo sforzo.
Dando voce al pianeta ne viene raccontata la storia con un monito continuo in sottofondo: il pianeta non è nostro, ma di tutti i viventi. In questo dialogo immaginario, la Terra scrive all’umanità per condividerne la sua storia e ricordare quanto siamo fragili e spesso arroganti. Narrando delle origini dell’universo, del ciclo di vita delle stelle e dello sviluppo delle forme viventi, fino a giungere alle attuali sfide climatiche, traccia un percorso che unisce scienza e consapevolezza, sottolineando quanto la nostra civiltà sia recente, minuscola se paragonata all’età del pianeta.
Questa sorta di lettera aperta all’umanità invita quindi a riflettere sulla propria insignificanza rispetto alla storia del pianeta. Attraverso una prospettiva geologica, sottolinea come le crisi ambientali derivino da decisioni umane e ignoranze delle dinamiche naturali, criticando aspramente l’antropocentrismo e lo sfruttamento delle risorse e proponendo invece modelli di convivenza sostenibile.
Con tono ironico, il messaggio centrale è un invito all’umiltà e alla responsabilità verso il futuro.
Da grande divulgatore qual è l’Autore esorta a condividere e rilanciare un messaggio fondamentale.
Mario Tozzi

Primo ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. È membro del consiglio scientifico del WWF e del consiglio direttivo del Touring Club Italiano. Ha condotto numerosi programmi televisivi (su Rai3 «Gaia»; su La7 «Atlantide», «Allarme Italia» e «La Gaia Scienza»; su Rai1 «Fuori Luogo»). Attualmente conduce su Rai3 il programma di divulgazione scientifica «Sapiens – Un solo pianeta». Scrive su «La Stampa» e «QuiTouring». Ha collaborato con «National Geographic», «Vanity Fair», «Oasis». Tra i suoi libri ricordiamo Italia segreta (2008), Pianeta Terra ultimo atto (2012), Tecnobarocco (2015), Paure fuori luogo (2017), L’Italia intatta (2018), Com’è nata l’Italia (2019), Uno scomodo equilibrio (2021) e Mediterraneo inaspettato (2022).
Presentazione del libro
INDICE
Manoscritto della Terra
Tutti figli delle stelle
Io e la Luna
Geodinamica
Il clima e i suoi derivati
Nel Carbonifero l’inizio della (vostra) fine
La vostra storia è la mia
Dinosauri
Catastrofi & altri disastri
Lo fate strano
Padroni del mondo
