
a cura di Giacomo Milazzo
La crisi climatica è un problema complesso e globale, che ci sfida in diversi modi. È una sfida scientifica e conoscitiva, perché richiede nuovi metodi per studiarla e una solida conoscenza dei processi in gioco su cui basare le nostre azioni. È una sfida per la nostra visione del mondo, perché non possiamo più ritenerci i padroni del pianeta, i dominatori della natura, e dobbiamo invece accettare l’idea di essere il nodo di una complessa rete di relazioni ambientali. È una sfida per il mondo della comunicazione, perché nell’articolata galassia mediatica attuale è sempre più difficile far passare i contenuti legati al clima in maniera trasversale e accurata. Infine, è una sfida per la politica, che spesso ascolta poco la scienza, la filtra in base alle proprie convinzioni e sottovaluta il tema, oppure vi risponde con mezzi non idonei. Grazie alla sua esperienza in questi quattro ambiti, l’Autore traccia un percorso che va dall’analisi delle diverse situazioni allo sviluppo di possibili soluzioni. Un manifesto per affrontare il cambiamento che ci attende.
Una visione d’insieme e diversa dal solito.
È il termine sfida quindi il motivo conduttore di questo libro: non esiste parola più appropriata per descrivere la situazione in cui ci ha condotto il recente cambiamento climatico, motivo per cui la comunità scientifica parla ormai di crisi climatica, ad indicare un cambiamento già avvenuto i cui effetti sono tangibili, e tuttora in divenire con ulteriori conseguenze.
La crisi climatica, sempre più evidente, è un problema globale e complesso che richiede soluzioni a lungo termine, non solo risposte alle emergenze immediate. Scegliere interventi senza considerare gli effetti futuri rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. Le soluzioni in emergenza, contingenti, guidate da reazioni quasi istintive con cui, nel corso dell’evoluzione, si è plasmato il nostro cervello, non funzionano più: ma l’uomo moderno non deve più risolvere i problemi di sopravvivenza dei nostri antenati, quando eravamo più frequentemente prede che predatori. Oggi non si tratta di sfuggire al predatore che nell’immediato ci vuole mangiare, ma di evitare conseguenze sempre più pesanti e pensare a lungo, lunghissimo termine.
Superare i comportamenti radicati nella struttura base del nostro cervello rappresenta essenzialmente una sfida culturale, perché è solo la cultura che ci dà la possibilità di evolvere dagli istinti e dalla nostra parte rettile e predatoria.
Affrontare i problemi futuri richiede una comprensione approfondita delle cause e azioni mirate. La cultura scientifica offre strumenti per analizzare la realtà sia qualitativamente che quantitativamente, integrando nuove metodologie e risultati, ma non è sufficiente da sola.
Nell’analisi scientifica del clima come sistema complesso emergono chiaramente i molteplici e multiformi legami dell’essere umano con la natura, in una rete di relazioni inevitabili, ognuna causa di conseguenze sulla nostra visione del mondo. Il nostro ruolo sulla Terra va riconsiderato alla luce della consapevolezza di essere solo uno dei nodi della rete: solo così saremo in grado di interagire con la natura in maniera corretta e per noi non dannosa.
Nel nostro paese, soprattutto dopo Croce e Gentile, la cultura scientifica è sempre stata vista come una cultura di serie B, esclusivamente tecnica e priva delle necessarie strutture filosofiche per le più alte disquisizioni; ma ora la situazione deve cambiare. L’unico modo per costruire una visione del mondo realistica è quello di porre la scienza e i suoi risultati alla base del nostro pensare, una sfida filosofica. E non è solo un assunto “filosofico” astratto: c’è anche un aspetto pragmatico, perché agire diversamente ci porterebbe al disastro.
I metodi ed i risultati della climatologia, ormai provati e consolidati al di là di ogni ragionevole dubbio, devono essere compresi e conosciuti: in tal modo saremo in grado di riconsideare, a livello culturale e pratico, il nostro rapporto con la natura.
Ed ecco che dopo la sfida scientifica e quella “filosofica”, a questo punto nasce una terza: la sfida comunicativa. Come viene letto il dato scientifico sui media? Come passa la conoscenza scientifica tra polarizzazioni, camere dell’eco, informazione mordi e fuggi? Risolvere le tante criticità nella comunicazione e divulgazione della scienza del clima significa riuscire a costruire una base di conoscenze condivise per affrontare efficacemente la crisi climatica.
Ultima, ma non per importanza, è necessario considerare la sfida politica, elemento fondamentale poiché la responsabilità della gestione della transizione ecologica ed energetica sta principalmente in ambito politico. In questo contesto emergono tutte le principali criticità. Si pone dunque il quesito su come la comunità scientifica possa comunicare efficacemente con il mondo politico. È auspicabile superare una comunicazione unidirezionale – dove gli scienziati si limitano a trasmettere informazioni e i politici decidono se recepirle – a favore di una relazione più strutturata ed efficiente. Un ulteriore interrogativo riguarda le modalità attraverso cui incentivare la classe politica a considerare prospettive di lungo termine, oltre l’orizzonte delle imminenti elezioni, nell’interesse delle generazioni future. In tal senso, appare opportuno perseguire soluzioni condivise su alcuni punti essenziali che siano trasversali agli schieramenti politici.
In sintesi, indipendentemente dai risultati delle sfide citate in precedenza, è fondamentale definire con precisione come procedere, che fare. A questo punto, torna centrale l’analisi delle peculiarità del sistema climatico, che ci indicano chiaramente le azioni necessarie per scongiurare i peggiori effetti del riscaldamento globale e delle sue conseguenze. Le strategie di mitigazione e adattamento rappresentano i pilastri su cui intervenire, sia che derivino da una rinnovata prospettiva sul mondo, sia che vengano semplicemente adottate per motivi pratici.
Questo libro, in definitiva, fornisce un contributo importante utile ad affrontare il problema del cambiamento climatico – sfidante in tanti modi diversi –, analizzando la situazione in tutti questi ambiti, ma fornendo anche prospettive future e soluzioni che ci consentano di vincere le varie sfide. Ne va del nostro futuro.

Antonello Pasini
Fisico climatologo del CNR, docente di Fisica del clima all’università Roma Tre. Si occupa in particolare di elaborare e applicare modelli matematici nell’ambito dello studio del clima, con lo scopo principale di individuare le cause dei cambiamenti climatici a scala globale e regionale, e per studiare gli impatti a scala regionale e locale.
Autore di numerosi articoli su riviste internazionali e curatore di un libro specialistico. Ha pubblicato anche vari libri divulgativi, gli ultimi dei quali sono “Effetto serra, effetto guerra”, “Clima, conflitti, migrazioni: l’Italia in prima linea” trattando gli influssi dei cambiamenti climatici sui fenomeni migratori, e “L’equazione dei disastri: cambiamenti climatici su territori fragili” sugli impatti dei cambiamenti meteo-climatici degli eventi estremi in Italia.
Ha inoltre creato il primo blog italiano sul clima, Il Kyoto fisso, pubblicato dal 2012 al 2023, vincendo il premio nazionale di divulgazione scientifica nel 2016. Coordinatore del sito “La Scienza al Voto” e promotore del Consiglio Scientifico Clima e Ambiente a rappresentare per l’Italia nell’organo consultivo di governo e parlamento auspicato dalla legge europea sul clima.
Presentazione del libro
INDICE
Introduzione
1 La sfida scientifica
2 La sfida “filosofica”
3 La sfida comunicativa
4 La sfida politica
5 La sfida delle azioni. Che fare?
Ringraziamenti

