
a cura di Giacomo Milazzo
Un’analisi interdisciplinare del dissesto idrogeologico che, dai processi erosivi e dal ruolo delle foreste, conduce alla ricostruzione del quadro normativo, alla gestione delle risorse idriche e alla governance degli interventi di mitigazione
Una prospettiva integrata
Il dissesto idrogeologico è una delle principali criticità ambientali e territoriali del nostro Paese. La sua complessità nasce dall’interazione tra fattori naturali e antropici: caratteristiche geomorfologiche, dinamiche idrologiche, uso del suolo, trasformazioni insediative, condizioni degli ecosistemi, eventi meteorologici estremi e cambiamenti climatici.
In questo contesto si inserisce il volume, che si distingue per non limitare l’analisi del dissesto alla sola dimensione emergenziale o amministrativa. Il percorso parte dai processi fisici che coinvolgono suolo e acqua, esamina il rischio a livello nazionale, ricostruisce l’evoluzione normativa e illustra gli strumenti con cui le istituzioni programmano e attuano gli interventi.
Erosione, foreste e ciclo idrologico
La prima parte esamina i processi erosivi e il ruolo degli ecosistemi forestali nella regolazione dei deflussi superficiali nei bacini montani e idrografici, con particolare attenzione al rapporto tra gestione selvicolturale, incendi boschivi e dissesto idrogeologico. La parte si conclude con le sistemazioni idraulico-forestali nei bacini montani: un insieme coordinato di interventi forestali, idraulici e di ingegneria naturalistica volti a contenere l’erosione, stabilizzare i versanti, controllare il trasporto solido e preservare l’equilibrio funzionale dei bacini idrografici.
Il quadro del dissesto in Italia
La seconda parte presenta il dissesto idrogeologico in Italia attraverso dati, indicatori e condizioni di vulnerabilità riportati nel Rapporto ISPRA 2024, attraverso il quale vengono esaminati vulnerabilità territoriale, eventi climatici estremi, popolazione esposta, fenomeni franosi e aggiornamento della pericolosità da frana. Particolare attenzione viene riservata al rapporto tra pericolosità da frana e Piano di assetto idrogeologico (PAI), nonché agli indicatori utilizzati nella pianificazione territoriale, economica e gestionale. Il quadro è completato dall’esame del rischio alluvioni, con riferimento alla Direttiva 2007/60/CE, e dall’erosione costiera.
Una storia normativa lunga oltre un secolo
La terza parte ricostruisce il quadro normativo sulla difesa del suolo dal 1904 al 2026.
L’analisi prende le mosse dal R.D. 25 luglio 1904, n. 523, sulle opere idrauliche, e dal R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, relativo alla disciplina dei boschi e dei terreni montani. Il percorso prosegue con il R.D. n. 215/1933 sulla bonifica integrale, il trasferimento delle funzioni amministrative alle Regioni disposto dal D.P.R. n. 616/1977 e la fondamentale Legge n. 183/1989, che ridefinisce l’organizzazione e le funzioni della difesa del suolo. La rassegna considera poi i provvedimenti emanati in seguito agli eventi calamitosi della storia recente del Paese, tra cui il Decreto Sarno del 1998 e il Decreto Soverato del 2000. L’esame continua con il D.Lgs. n. 152/2006, il D.Lgs. n. 49/2010 di attuazione della Direttiva 2007/60/CE, il riordino delle Autorità di bacino, l’istituzione del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, il Codice della Protezione Civile e i successivi provvedimenti destinati a finanziare gli interventi.
La ricostruzione, estesa fino al 2026, delinea un sistema in cui bacino idrografico, valutazione del rischio, pianificazione, prevenzione e coordinamento istituzionale concorrono in modo unitario alla mitigazione del dissesto idrogeologico.
La centralità dell’acqua e il sistema consortile
La quarta parte approfondisce il legame tra risorse idriche, Consorzi di bonifica e sicurezza territoriale. Il concetto di «cultura dell’acqua», inteso come fattore di coesione e sviluppo territoriale, introduce una riflessione sulla multifunzionalità del modello consortile italiano. In questa prospettiva, la bonifica comprende la gestione delle acque, la manutenzione, la prevenzione del dissesto e la tutela delle aree interne. Lo stoccaggio della risorsa idrica assume particolare importanza in un contesto segnato sia dalla scarsità d’acqua sia da precipitazioni intense.
In questo quadro si colloca la collaborazione dell’ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, che collega direttamente il volume al sistema dei Consorzi e alla dimensione operativa della gestione territoriale.
La governance istituzionale della mitigazione del rischio idrogeologico
L’ultima parte approfondisce la governance istituzionale per la mitigazione del rischio idrogeologico. Il volume analizza il Piano nazionale ProteggItalia e il ruolo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Conferenza Stato-Regioni e del Dipartimento della Protezione Civile. Particolare rilievo è dato alle Autorità di bacino distrettuali, alla loro organizzazione e alle funzioni di pianificazione e programmazione. Vengono quindi esaminati gli strumenti fondamentali del sistema: Piano di bacino distrettuale, PAI, Piano di gestione delle acque (PGA) e Piano di gestione del rischio alluvioni (PGRA).
La governance assume così una dimensione concreta: coordinare soggetti, competenze, finanziamenti, procedure e tempi di attuazione. Nel quadro delineato dall’Autore assume particolare rilievo il confronto con la documentazione della Corte dei conti sul dissesto idrogeologico, dalla Relazione del 2021 al più recente Referto del 2026. La prospettiva del controllo contabile e amministrativo consente infatti di valutare la capacità del sistema di tradurre norme, strumenti di pianificazione e risorse finanziarie in interventi concreti di mitigazione del rischio, monitorandone e verificandone l’efficacia.
Considerazioni
Il principale punto di forza del volume è la sua impostazione interdisciplinare.
L’Autore non affronta il dissesto da un’unica prospettiva, ma guida il lettore dai processi erosivi e dalla classificazione dei fenomeni all’analisi della normativa (1904-2026), degli strumenti di pianificazione e dei soggetti responsabili degli interventi di difesa del suolo. Un secondo punto di forza è il rapporto tra conoscenza e decisione: indicatori, cartografie, dati ISPRA e strumenti di pianificazione acquistano valore solo se orientano concretamente le scelte territoriali.
Su questo terreno si gioca una delle principali sfide future. Sistemi informativi geografici, monitoraggio satellitare, modellistica e tecnologie digitali moltiplicano i dati disponibili; resta decisiva la capacità delle istituzioni di tradurli in decisioni coerenti e tempestive.
In questa prospettiva, la governance supera il semplice coordinamento amministrativo e indica la capacità del sistema pubblico di impiegare conoscenze e risorse per ridurre il rischio.
Conclusioni
Il testo propone dunque una lettura del dissesto che pone in costante relazione la dimensione fisica del fenomeno e quella istituzionale.
Il volume muove da suolo, acqua ed ecosistemi forestali, descrive l’entità del rischio attraverso il quadro nazionale e i dati ISPRA, ripercorre oltre un secolo di legislazione, approfondisce il ruolo dei Consorzi di bonifica e giunge all’attuale sistema di mitigazione, basato su strumenti di pianificazione e procedure amministrative.
Il principale interesse dell’opera non sta quindi nella varietà dei temi, ma nella loro lettura come parti di un’unica questione: come tradurre la conoscenza della fragilità territoriale in capacità di prevenzione e governo. Nel complesso, l’opera offre una ricostruzione documentata e organica di una materia in cui la prevenzione richiede continuità, competenze integrate e capacità di programmazione.
La difesa del suolo emerge così come una politica permanente, fondata non solo sulla risposta agli eventi, ma anche sulla conoscenza dei processi, sulla qualità della pianificazione e sull’efficienza dei meccanismi che trasformano le decisioni in azioni. È nella relazione tra norme, strumenti e governance che il volume individua uno snodo decisivo per la sicurezza futura del territorio italiano.
L’autore e l’impostazione dell’opera
I temi trattati riflettono il percorso professionale e scientifico dell’Autore, maturato sul campo nei settori forestale e ambientale e arricchito da importanti incarichi istituzionali nazionali: prima come dirigente superiore del Corpo Forestale dello Stato, poi nell’Arma dei Carabinieri, dove ha diretto il Comando Tutela Forestale e Parchi nazionali. A questa esperienza si affiancano attività di studio e insegnamento nella legislazione forestale e ambientale, oltre a numerose pubblicazioni e volumi su foreste, aree protette, normativa ambientale e dissesto idrogeologico. Ne risulta un’opera agile e accessibile, rivolta non solo a specialisti, tecnici, professionisti e amministratori del settore, ma anche a studenti universitari e a chiunque desideri approfondire la complessa questione del dissesto idrogeologico.
Nazario Palmieri
Nazario Palmieri, è professore a contratto di Legislazione forestale e ambientale presso l’Università degli Studi della Tuscia. Già dirigente superiore del Corpo Forestale dello Stato, già Generale Comandante Carabinieri Tutela Forestale e Parchi nazionali. Ha conseguito un Master di II livello in Analisi e mitigazione del rischio idrogeologico ed è un accademico dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali e dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. Iscritto all’Ordine dei dottori agronomi e forestali. È Autore di numerosi volumi e pubblicazioni tecnico-scientifiche su foreste, ambiente, aree protette e dissesto idrogeologico.
Per la stesura di questo volume l’Autore si è avvalso della collaborazione di Massimo Gargano e Francesco Vincenzi.
Anteprima del libro
con:
Presentazione del Ministro Gilberto Pichetto Fratin
Introduzione del Gen. C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri
Prefazione di Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue)
Premessa di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI
Libri correlati:
Fuori dalle emergenze. Clima, alluvioni, siccità, terremoti, dalle catastrofi alla prevenzione
di Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi
Gli italiani e i rischi naturali. Perché la prevenzione ci può salvare di Nello Musumeci

