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Lo studio delle serie di vegetazione per ottimizzare la riqualificazione ambientale delle aree calanchive di Civita di Bagnoregio attraverso l’ingegneria naturalistica
Ricerca 2017 Geologia dell'Ambiente

Lo studio delle serie di vegetazione per ottimizzare la riqualificazione ambientale delle aree calanchive di Civita di Bagnoregio attraverso l’ingegneria naturalistica

Paolo Cornelini; Leonardo Filesi
Abstract
Per l'analisi botanica del sito di Civita di Bagnoregio si propone un approccio che parte dal riconoscimento delle serie di vegetazione, che integrano successione biologica e contiguità di ambito fisico. Lo stato delle conoscenze botaniche dell'area si fonda sulle analisi floristiche di Menghini (1971), Pignatti, Loche e Squartini (1992) e dei contributi regionali del lavoro di Blasi sulla Vegetazione d'Italia. L'articolo descrive: 1) Vegetazione dei tufi - Serie del cerro e del carpino orientale (Quercus cerris, Quercus pubescens, Fraxinus ornus, Acer campestre, Carpinus orientalis, con stadi arbustivi a Prunus spinosa, Crataegus monogyna, Rubus ulmifolius); sui suoli erosi si possono trovare leccio (Quercus ilex) e bagolaro (Celtis australis); per stabilizzazione delle rupi tufacee sono indicate violacciocca gialla (Erysimum cheiri), Sedum acre, Sedum album, muschi e licheni. 2) Vegetazione ripariale (Salix alba, Populus nigra, Ulmus minor, Populus alba, Salix triandra, Rubus caesius, Phragmites australis, Tipha latifolia) per contenere l'approfondimento dei due corsi d'acqua. 3) Vegetazione dei versanti argillosi - Serie preappenninica neutrobasifila della roverella (Quercus pubescens con Ulmus minor, Fraxinus ornus, Rosa sempervirens, Spartium junceum); aggruppamenti a canna di Plinio (Arundo pliniana) e a inula (Inula viscosa), formazioni leggermente alofile ad Atriplex prostrata e Parapholis incurva. Si propone la canna di Plinio come specie principale (intreccio di rizomi, notevole evapotraspirazione), accompagnata da ginestra e inula. Considerazioni operative: interventi efficaci storici sono solo i drenaggi biotecnici a monte e le tecniche di ingegneria naturalistica con viminate e gradonate vive (Salix purpurea, Tamarix gallica) abbinate a semine di specie pioniere (Arundo pliniana). Falliti gli interventi con micropali e gabbionate. Richiede approccio sistemico di paesaggio coerente con L.183/89 e principi di permacoltura (Fukuoka, Mollison, Holmgren). (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
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Localizzazione
Civita di Bagnoregio; Valle dei Calanchi; Rio Torbido; Rio Chiaro; Versante nord; Versante sud; Tuscia; Bagnoregio; Lazio; Italia
Lazio
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
NumeroSuppl. 1/2017 (Civita di Bagnoregio)
Anno2017
AutoriPaolo Cornelini; Leonardo Filesi