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La Rupe di San Leo: analisi del dissesto idrogeologico e misure per la mitigazione del rischio
Ricerca 2019 Geologia dell'Ambiente

La Rupe di San Leo: analisi del dissesto idrogeologico e misure per la mitigazione del rischio

Claudio Corrado Lucente
Abstract
L'articolo analizza il dissesto idrogeologico della Rupe di San Leo (Emilia-Romagna, entroterra riminese, valle del Marecchia) e le misure di mitigazione del rischio. L'abitato di San Leo sorge sulla storica fortezza su una rupe rocciosa isolata circondata da terreni argillosi, area nota per numerosi disastrosi eventi franosi (sintesi in Benedetti et al. 2011; Nesci & Guerra 2013). La conformazione geomorfologica accomuna San Leo ad altri borghi medievali (Orvieto, Civita di Bagnoregio, Todi). Negli ultimi 70 anni interventi di consolidamento sono stati eseguiti sulla parete sud (abitato), parete est (fortezza) e dagli anni '70 anche alla base della rupe per ridurre l'erosione dei fossi Campone e Seripa. Nonostante gli interventi, il grado di rischio rimane elevato. Il grande crollo del febbraio 2014 ha generato un arretramento del ciglio della rupe a nord (prima ritenuta a basso rischio), avvicinandosi alle abitazioni civili. Dopo il crollo 2014 la Rupe è oggetto di studio multidisciplinare con diverse tecniche di indagine e monitoraggio per la prevenzione e mitigazione del rischio. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
BENEDETTI G. et al. (2011). NESCI O., GUERRA C. (2013). Documenti storici e rappresentazioni pittoriche.
Localizzazione
San Leo (entroterra riminese, Emilia-Romagna); valle del Marecchia; fossi Campone e Seripa
Emilia-Romagna; Umbria
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero4/2019
Anno2019
AutoriClaudio Corrado Lucente