Ricerca 2004 Geologia dell'Ambiente
Il recupero di “cave storiche”
Giulio Pazzagli
Abstract
Le strade lastricate dei centri storici delle città italiane non sono solo un ostacolo al traffico automobilistico ma rappresentano un prezioso patrimonio culturale e sociale che caratterizza l'identità delle città. L'articolo affronta il tema del necessario approvvigionamento di materiale lapideo per il mantenimento delle pavimentazioni dei centri storici attraverso il recupero di cave storiche oggi in disuso. Vengono illustrati i principi indispensabili per il recupero di cave storiche: definizione del quantitativo necessario, individuazione delle aree d'apporto, quantificazione del materiale già cavato disponibile, studio dell'ecosistema, definizione della destinazione ultima dell'area, progettazione della tipologia di coltivazione e interventi di rinaturalizzazione. Si propongono tre metodologie alternative di intervento per recuperare vecchie cave: 1) coltivazione a fette orizzontali con riprofilatura delle pareti subverticali; 2) metodologia ''ad imbuto'' con cunicolo e pozzo; 3) coltivazione completamente in sotterraneo a pilastri e camere. Caso studio: cave di leucitite di Lunghezza e Laghetto (Tivoli), abbandonate, per la fornitura di sampietrini al centro storico di Tivoli. La cava di Lunghezza, lungo il torrente Osa, presenta due fronti subverticali con la possibilità di riprofilatura a 30-45°. Riferimento alla cava di Pietra Serena di Firenzuola, dove era stato dimostrato che il costo di estrazione in sotterraneo (schema a pilastri e camere già usato dai romani per pozzolana) era leggermente inferiore a quello all'aperto. Viene riproposto l'uso del travertino di Tivoli (lapis tiburtinum) anche per lastricare alcune strade del centro storico tiburtino, che ha sempre caratterizzato la città. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
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Localizzazione
Geologia dell'Ambiente, n. 1/2004, pp. 17-19
Toscana; Lazio

