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Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’Ingv
Ricerca 2018 Geologia dell'Ambiente

Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’Ingv

Alessandro Amato e il team del CAT (R. Tonini, C. Valbonesi, M. Volpe, et al.)
Abstract
L'articolo descrive il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell'INGV. Il Bacino del Mediterraneo ha una ricca storia di terremoti ed eruzioni vulcaniche; tuttavia gli tsunami (maremoti) sono meno noti del pubblico nonostante eventi come quello di Messina-Reggio Calabria del 1908 e quello molto noto di Creta del 365 d.C. Gli eventi mondiali eclatanti (Indonesia 2004, Giappone 2011, magnitudo >=9) hanno generato tsunami devastanti. Nel Mediterraneo le zone di subduzione dell'arco ellenico, di Cipro e probabilmente dello Ionio sono le aree a maggiore potenziale tsunamigenico; altre aree includono coste nordafricane (terremoto 2003 magnitudo 6.9 con danni alle Baleari), Stretto di Messina, basso Adriatico, Mar Ligure (Maramai et al. 2014). I tempi di propagazione delle onde dalle isole dell'arco ellenico alle coste di Puglia, Calabria e Sicilia orientale sono di 30-60 minuti, sufficienti per la diffusione di un'allerta. Si descrive l'operatività del CAT accreditato dal IOC-NEAMTWS UNESCO. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
MARAMAI A. et al. (2014), Database of tsunamis in the Mediterranean.
Localizzazione
Mediterraneo; Italia (coste); arco ellenico; coste nordafricane
Calabria; Sicilia; Puglia
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
NumeroSuppl. 1/2018 (Rischio sismico in Italia)
Anno2018
AutoriAlessandro Amato e il team del CAT (R. Tonini, C. Valbonesi, M. Volpe, et al.)