Ricerca 2018 Geologia dell'Ambiente
Evidenze geomorfologiche di tsunami in Italia Meridionale
Giovanni Scardino; Paola Fago; Arcangelo Piscitelli; Maurilio Milella; Paolo Sansò (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali, Università del Salento, Lecce); Giuseppe Mastronuzzi (Environmental Survey s.r.l., Taranto)
Abstract
L'articolo presenta le evidenze geomorfologiche di tsunami in Italia Meridionale. Il bacino del Mar Mediterraneo, per le sue caratteristiche geodinamiche e geomorfologiche, è predisposto alla formazione di tsunami. Le coste dell'Italia meridionale conservano caratteri morfologici e sedimentologici che testimoniano l'impatto di eventi eccezionali. La correlazione di dati di terreno con quelli sismologici, geocronologici, archeologici, storici e archivistici permette di attribuire le evidenze a diversi tsunami che hanno colpito Puglia, Calabria e Sicilia. Si analizzano ventagli di rotta, accumuli di megablocchi con incrostazioni che rivelano la provenienza dall'ambiente adlitorale o subtidale, livelli sedimentari di alta energia. Sono noti circa 300 tsunami nel bacino del Mar Mediterraneo (Tinti & Maramai 1996; Soloviev et al. 2000; Tinti et al. 2004, 2007; Guidoboni & Comastri 2007; ITIC 2012). A livello mondiale, la maggior parte degli eventi noti riguarda l'Oceano Pacifico (63%), il Mediterraneo (21%), l'Oceano Indiano (6%) e l'Atlantico (5%). (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
GALLI P., BOSI V. (2003), Catastrophic 1638 earthquake. PIRAZZOLI P.A. et al. (1999). MASTRONUZZI G. et al. - studi tsunami lungo le coste del Mediterraneo. TINTI S., MARAMAI A. (1996). SOLOVIEV S.L. et al. (2000). GUIDOBONI E., COMASTRI A. (2007).
Localizzazione
Italia Meridionale (Puglia, Calabria, Sicilia); Mar Mediterraneo
Calabria; Puglia; Sicilia

