Ricerca 2021 Geologia dell'Ambiente
Analisi quali-quantitativa degli acquiferi sotterranei del Parco Regionale dei Monti Picentini (Campania)
Alfredo Trocciola (ENEA Portici; ARPAC Avellino); Sabino Aquino (Università Telematica Pegaso); Renato Somma (INGV Napoli; IRISS CNR Napoli); Antonio Aquino (Ingegnere civile per l'Ambiente e il Territorio)
Abstract
Il Parco Regionale dei Monti Picentini rappresenta un'area di interesse strategico per l'approvvigionamento idrico del meridione d'Italia. Le sorgenti di Caposele, Cassano Irpino e Serino alimentano i più importanti acquedotti di Campania, Basilicata e Puglia. Negli ultimi decenni la combinazione di fattori climatici e antropici ha generato crisi idriche nei comuni irpini e sanniti. Cause: cambiamenti climatici (riduzione portate sorgive), impoverimento qualitativo, obsolescenza delle reti di distribuzione (dispersione media 50%). Nel 2020 aumento consumi per emergenza Covid-19. Necessità di corretta pianificazione gestionale basata sulle reali potenzialità dei corpi idrici e sul principio di sostenibilità. Il Parco è il più esteso della Campania (63.000 ettari), copre 2 province (Avellino, Salerno) con 30 comuni. Tutela un vasto sistema carsico di massicci carbonatici dell'Appennino, con 4 idrostrutture principali. I massicci sono serbatoi naturali che immagazzinano enormi quantità d'acqua. Si presentano: massiccio del Terminio (sorgente Baiardo - Nicotera & Aquino 1995), sorgente di Caposele (Fiorillo et al. 2019 - Acta Carsologica). Si raccomandano interventi di tutela e bonifica per scongiurare i sovrasfruttamenti e gli impatti antropici (Covid-19, incendi boschivi).
Bibliografia
FIORILLO F. et al. (2019), Caposele spring catchment, Acta Carsologica 48. NICOTERA P., AQUINO S. (1995), sorgente Baiardo Terminio, Riv. It. Geotecnica 29. Bollettino Società Naturalisti Napoli 85.
Localizzazione
Monti Picentini (Campania, province Avellino e Salerno); Caposele; Cassano Irpino; Serino; Irpinia; Sannio; Terminio
Campania; Abruzzo; Basilicata

