Ricerca 2004 Geologia dell'Ambiente
Il bacino idrominerale di Salice Terme: conoscenze e nuove ricerche
Franco Cavanna, Paola Guado, Giancarlo Guado, Giorgio Pilla, Elisa Sacchi, Pier Luigi Vercesi
Abstract
Il bacino idrominerale del comprensorio di Salice Terme si caratterizza per la presenza di acque ad elevata salinità e differente chimismo la cui origine è da ricondurre al contesto litologico e strutturale della zona. Le acque mineralizzate, utilizzate a scopo termale, hanno connotazione salso-bromo-iodica e sulfurea e si rinvengono nel tratto terminale della Valle Staffora tra gli abitati di Salice T. e Godiasco. In corrispondenza dell'abitato di Salice Terme è nota sin dall'epoca romana una sorgente di acque salso-bromo-iodiche (Fonte Sales), captata tramite un pozzo di grande diametro profondo circa 19 m. Le acque minerali furono utilizzate dai Romani (locum Salis); dopo un periodo di decadenza alto-medievale rinacquero con Brugnatelli nel 1849 e con la realizzazione del nuovo pozzo del 2003 profondo 39 m. Nell'area di Montalfeo-Godiasco vengono captate acque solfato-calciche e sulfuree mediante pozzi fino a 27 m, presso un'antica miniera di zolfo nota in epoca romana. Lo studio fornisce sintesi delle conoscenze geologico-stratigrafiche (Messiniano-Pliocene, faglia Staffora Gandolfi 1948, Calcari cariati, Conglomerati Cassano Spinola) e idrogeologiche (acquifero superficiale, profondo). Le indagini isotopiche su pozzi Sales storico, GM1 e Montalfeo M2 (18O, 2H, 13C, 14C, 34S, 18O dei solfati) indicano origine meteorica, mescolamento con salamoie padane profonde (Sales e GM1, contributo acque superficiali 65-75%), origine marina dello zolfo (evaporiti messiniane). (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
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Localizzazione
Geologia dell'Ambiente, n. 3/2004, pp. 37-46
Lombardia; Sicilia

