Ricerca 2003 Geologia dell'Ambiente
Gli incendi boschivi
Vittorio Leone, Raffaella Lovreglio
Abstract
Da tempo nelle vicende climatiche generali si registrano evidenti cambiamenti collegati al progressivo riscaldamento dell'atmosfera. Le concentrazioni di CO2 hanno raggiunto 370 ppm nel 1999 (+30% rispetto al 1866). Simulazioni dei cambiamenti climatici prevedono per l'Europa aumento delle temperature 0,1-0,4°C/decade, riduzione inverni freddi (spariranno per il 2080), riduzione precipitazioni annuali (-1%/decade a sud), aumento variabilità climatica, intensificazione eventi estremi. Le foreste sono fonte importante di assorbimento del carbonio (progetto EUROFLUX: 3 t C/anno medie, picchi 6,6 t C). Il Protocollo di Kyoto e la Conferenza di Marrakech (novembre 2002) riconoscono i sinks agricoli e forestali. In Italia: 117.417 ettari di afforestazione post-1990 (0,19 Mt C/anno), programma di 100.000 ha fino al 2008 (+0,2 Mt C/anno), piano CDM 300.000 ha nei PVS (1.200 miliardi di lire, 1,41 Mt C/anno). Dati globali: superfici annue percorse dal fuoco 7,5x10⁵-8,2x10⁶ km². Nel periodo 1990-2000 Stati membri Europa mediterranea: oltre 692.000 eventi. Anno 2000: 80.000 incendi, 514.000 ha. Italia 1970-2001: 307.738 incendi, 1.686.539 ha boscati, 3.717.174 ha totali. Le regioni più colpite per superficie boscata percorsa sono Puglia, Sicilia, Sardegna, Calabria. Il 99% degli incendi italiani è di origine antropica (54,27% volontaria nel 1998-2001, massimo 81,09% in Liguria, 93,87% Genova provincia). (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
Alexandrian D., Esnault F. (1999); Bilgili E., Goldammer J.G. (2000); INPE Brazilian Institute for Space Research; Leone V., Lovreglio R. (2001); NASA - earthobservatory.nasa.gov; Yokohama Conference 1994.
Localizzazione
Geologia dell'Ambiente, n. 2/2003, pp. 15-20
Liguria; Calabria; Puglia

