Ricerca 1997 Geologia dell'Ambiente
Le miniere di Giffoni Valle Piana (Salerno). Un geotopo di rilevante interesse geologico, paleontologico e naturalistico
Giovanni Di Maio; Maria Gabriella Maisto; Antonio Senese; Rocco Tasso
Abstract
Si segnala il sito minerario presso Giffoni Valle Piana (provincia di Salerno), antico sito che per importanza geologica, paleontologica e testimonianze di antica industria mineraria potrebbe essere inserito nelle proposte di istituzione di riserve, parchi e geotopi (Legge 394/91 art. 1, comma 2 sui beni geologici da conservare). Il sito è localizzato nella parte meridionale dei Monti Picentini, dove affiora una potente successione carbonatica mesozoica (Trias-Giura) dolomitica e calcareo-dolomitica. Tra le dolomie grigie stratificate del Carnico e la dolomia bianca a Gervillia del Retico affiora un livello di scisti bituminosi (potenza ~30 m): dolomie lastriformi bituminose, calcari bituminosi, lenti di lignite. Stratigrafia descritta in 4 unità (A-D) dal Carnico al Retico. Ittiofauna composta da Teleostomi del Norico, correlazione con Prealpi bresciane-bergamasche, Seefeld (Austria), Germania (Bassani 1896). Giacimento ittiolitico campano, insieme a Pietraroja (CE) e Castellammare di Stabia (NA). Sostanza organica utilizzata nell'industria farmaceutica per la produzione di ittiolo. Prime notizie 1797 (Savaresi sul Monte Pettine), 1802 (Melograni). Reperti al Museo di Paleontologia Università di Napoli.
Bibliografia
Legge 394/91 - Aree protette. BASSANI F. (1896). BAKUNIN (1910), foto storiche giacimento Varco di Pietro Cuoco. LIETO (1965). SAVARESI A. (1797), prime notizie Monte Pettine. MELOGRANI (1802). Museo di Paleontologia dell'Università di Napoli.
Localizzazione
Giffoni Valle Piana (Salerno, Campania); Monti Picentini; Monte Pettine; correlazioni con Pietraroja (CE), Castellammare di Stabia (NA)
Campania; Germania; Basilicata

