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L’uomo e i corsi d’acqua: una convivenza che è diventata difficile fra urbanizzazioni intensive, alluvioni, danni e proposte di legge per rimuovere i sedimenti fluviali
Ricerca 2019 Geologia dell'Ambiente

L’uomo e i corsi d’acqua: una convivenza che è diventata difficile fra urbanizzazioni intensive, alluvioni, danni e proposte di legge per rimuovere i sedimenti fluviali

Fabio Luino (Geomorfologo, ricercatore presso il CNR IRPI di Torino)
Abstract
L'articolo analizza il dissesto geo-idrologico in Italia e le criticità nella convivenza tra urbanizzazione e corsi d'acqua. La penisola italiana ha una notevole propensione al dissesto: tra frane, colate detritiche torrentizie e alluvioni si registrano perdite di circa 6 milioni di euro al giorno (Luino, 2005) e molte vittime (230 in Piemonte e Liguria dal 1968, CNR IRPI Polaris). Il tardo autunno è il periodo più pericoloso, con grandi eventi alluvionali nel 1951, 1968 e 1994. L'urbanizzazione senza regole dagli anni '50 ha invaso gli spazi vitali dei corsi d'acqua, sottraendo le fasce di espansione naturale. Torrenti e fiumi sono oggi costantemente canalizzati e ridotti alla metà o un terzo dell'ampiezza originale. Il caso di Olbia è emblematico: il 18 novembre 2013 si registrò una gravissima alluvione con 19 vittime, 9 solo a Olbia, dopo un'espansione urbanistica impressionante che non ha considerato i torrenti e le sezioni di deflusso. L'autore critica le proposte di legge per rimuovere sedimenti fluviali come soluzione non risolutiva. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
LUINO F. (2005). CNR IRPI - Polaris. Eventi alluvionali storici 1951, 1968, 1994, 2013 (Olbia).
Localizzazione
Italia (territorio nazionale); Piemonte; Liguria; Olbia (Sardegna)
Sardegna; Liguria; Piemonte
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero2/2019
Anno2019
AutoriFabio Luino (Geomorfologo, ricercatore presso il CNR IRPI di Torino)