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Gli ipogei di Siracusa: dalle latomie greche ai rifugi antiaerei
Ricerca 2018 Geologia dell'Ambiente

Gli ipogei di Siracusa: dalle latomie greche ai rifugi antiaerei

Autori del progetto sotterranei di Siracusa
Abstract
L'articolo descrive il patrimonio sotterraneo di Siracusa, secondo per importanza dopo Roma, composto da sistemi ipogeici e opere d'arte sotterranee scavate dai primi segni di civiltà fino alla II Guerra Mondiale, quando furono adattate a rifugi antiaerei. Sin dalla preistoria Siracusa ha avuto numerose frequentazioni, ma con la colonizzazione greca del 734 a.C. (Archia di Corinto) iniziò lo sviluppo. Concentrata in Ortigia, la città crebbe espandendosi sulla terraferma. Le caratteristiche geomorfologiche favorirono la costruzione di latomie sotterranee (cave) e di opere idriche (pozzi, acquedotti, cisterne). Si segnalano la Cripta di San Marciano e il Sacello Pagano per il ruolo criptico e cultuale. L'evidenza antropica delle latomie ipogee crea un paesaggio fatto di pareti e volte lapidee, vele cristalline, stalattiti e stalagmiti, pozzi, acque sorgive, piante e giardini, immortalati negli acquerelli dei viaggiatori del grand tour. In Ortigia gli ipogei erano spesso collegati tra loro per fuga, necessità o rifugio. Nei quartieri Neapolis e Acradina molte cavità abandonate sono state reimpiegate come sepolture. Dagli anni '40 i sistemi ipogei sono stati chiusi, vietati, murati. (Abstract sintetizzato dal testo)
Localizzazione
Siracusa (Sicilia); Ortigia; Neapolis; Acradina; Cripta di San Marciano; Sacello Pagano
Sicilia; Lazio
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
NumeroSuppl. 4/2018 (Cavità di origine antropica)
Anno2018
AutoriAutori del progetto sotterranei di Siracusa