Ricerca 2018 Geologia dell'Ambiente
Considerazioni sulla stabilità morfologica della cavità rocciosa che ospita l’eremo (IX sec) dedicato a San Michele Arcangelo – Monti Aurunci (Lazio Meridionale)
Paolo Miele
Abstract
L'articolo studia le dinamiche geomorfologiche che hanno influito sulla scelta di ricostruire in ambiente ipogeo il santuario di San Michele Arcangelo nel Parco Naturale dei Monti Aurunci (Lazio Meridionale, versante meridionale di M. Altino a 1180 m s.l.m.). La cavità di 850 m3 è scavata nella successione carbonatica cretacica e chiusa da una facciata neogotica. Il culto risale all'alto medioevo in una chiesa epigea, la cui esistenza è documentata dal Codex Diplomaticus Cajetanus II, 830 (Riciniello 1987) al 1 settembre 830. Dopo abbandono e visita pastorale dell'arcivescovo Francesco Niola nel 1893, fu ordinata la ristrutturazione in ipogeo per evitare danni da acque di dilavamento, caduta rocce e ghiaccio. Si esprime l'ipotesi che la scelta del sito sia stata determinata dalla contingenza tra motivi mistico-strategici (posizione isolata ma dominante sul Golfo di Gaeta) e ambientali (sorgente, cengia ampia). Nel periodo alto-medievale erano presenti truppe saracene nella Piana del Garigliano che effettuavano scorrerie fino a Roma (Tucciarone 1991; Fedele 1899; Gabrielli & Scerrato). (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
RICINIELLO U. (1987), Codex Diplomaticus Cajetanus II. TUCCIARONE T. (1991). FEDELE F. (1899). GABRIELLI G., SCERRATO U.
Localizzazione
Maranola, Monti Aurunci (Lazio Meridionale); M. Altino; Golfo di Gaeta
Lazio

