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Un disperato bisogno di bellezza
Ricerca 2014 Geologia dell'Ambiente

Un disperato bisogno di bellezza

Franco Zagari
Abstract
Riflessione (sintetizzata dal testo) sulla qualità del progetto di paesaggio in Italia, sostenendo che il primo obiettivo che una comunità dovrebbe porsi nel governare le trasformazioni del territorio è l'affermazione di un ideale di bellezza, in attuazione dell'art. 9 della Costituzione e della Convenzione europea del paesaggio. L'autore propone una "cura versus crisi" capace di riaprire un dialogo fra conservazione e innovazione, superando il dibattito chiuso degli anni Settanta tra Bonelli/Cederna e Pane/Zevi. La bellezza viene rivendicata come valore civile e democratico, non come arbitrio estetico, e ricollegata alla missione di rigenerare ampi territori spenti o abbandonati. Vengono richiamati esempi di rinascita attraverso il paesaggio (il parco di Hiroshima di Kenzo Tange dopo la catastrofe atomica) e l'intuizione pittorica della "Notte stellata" di Van Gogh come spartiacque nella percezione del paesaggio. Il testo critica i piani paesistici acritici, la sterilità di una conservazione difensiva e l'esito sempre più difficile della progettazione urbanistica e delle opere pubbliche. Si auspica un grande processo partecipativo, un reset radicale di norme e abitudini, una libera sperimentazione che corra in parallelo alla pianificazione, fino a stabilire un rapporto non ipocrita fra bellezza e democrazia, in cui attori e autori si assumano la responsabilità di evoluzioni paesaggistiche di qualità, citando Dostoevskij: "la bellezza salverà il mondo".
Localizzazione
Italia; Hiroshima
Italia
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero2/2014
Anno2014
AutoriFranco Zagari
Parole chiave