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Sisma dell’Aquila ed effetti locali. Dove finisce la natura comincia la mano dell’uomo
Ricerca 2009 Geologia dell'Ambiente

Sisma dell’Aquila ed effetti locali. Dove finisce la natura comincia la mano dell’uomo

Franco Ortolani; Silvana Pagliuca; Angelo Spizuoco
Abstract
L'articolo (privo di abstract esplicito) analizza il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 (Mw 6,3) e i suoi effetti locali nell'alta valle del fiume Aterno. Il sisma è stato provocato dalla riattivazione di più faglie crostali a circa 9 km di profondità (meccanismo a faglia normale, direzione NW-SE). L'area maggiormente danneggiata è allungata in direzione NW-SE per circa 14 km. Gli autori, sulla base di indagini geoambientali post-sisma, propongono un'ubicazione del mainshock differente da quella INGV. Vengono analizzati i dati accelerometrici della rete DPC (oltre 0,40 g a Pettino e San Gregorio), gli effetti macrosismici (variazioni fino a 3 gradi di intensità MCS sulla stessa struttura edilizia per diverse caratteristiche geotecniche del sottosuolo - es. Monticchio vs. San Gregorio), e i sinkholes lungo allineamenti appenninici (Roio - Fossa - San Demetrio ne' Vestini) attribuiti a dissoluzione carsica per fluidi aggressivi crostali. Si discutono le caratteristiche geologico-tecniche dei sedimenti che hanno determinato significativi effetti di amplificazione delle onde S, evidenziando la responsabilità antropica nel non aver tenuto conto dei dati geologico-tecnici nella pianificazione urbanistica.
Bibliografia
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Localizzazione
L'Aquila; Pettino; San Gregorio; Onna; Monticchio; Roio; Fossa; San Demetrio ne' Vestini; Faglia di Paganica; Valle dell'Aterno; Appennino abruzzese; Abruzzo; Italia
Abruzzo
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero3/2009
Anno2009
AutoriFranco Ortolani; Silvana Pagliuca; Angelo Spizuoco