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Ricostruzione con metodi geofisici del modello ipogei-struttura della chiesa di San Domenico (Matera) finalizzato a valutazioni di stabilità
Ricerca 2016 Geologia dell'Ambiente

Ricostruzione con metodi geofisici del modello ipogei-struttura della chiesa di San Domenico (Matera) finalizzato a valutazioni di stabilità

Giovanni Bruno; Daniele Tupputi; Filippo Cristallo
Abstract
Il centro storico di Matera è caratterizzato dalla presenza di cavità ipogee, variamente dislocate lungo i terrazzamenti calcarenitici dei due valloni confluenti nel Torrente Gravina, che hanno dato forma all'insediamento urbano dei Sassi, famoso in tutto il mondo. La presenza di queste cavità rappresenta un serio rischio per la sicurezza delle strutture sovrastanti, a causa di possibili fenomeni di sprofondamento sinkhole. Il caso di studio riguarda la chiesa di San Domenico che, a seguito di un esteso stato di fessurazione, soprattutto delle colonne della navata centrale, è stata sgombrata e dichiarata inagibile nel marzo 2014. Si tratta di un monumento del XIII secolo sovrastante l'esteso sistema di cavità ipogee di Piazza Vittorio Veneto. Data l'impossibilità di utilizzare tecniche invasive, si è fatto uso di indagini geofisiche georadar G.P.R. che hanno consentito di correggere il rilievo degli ipogei esistenti, individuare nuove cavità e cisterne, e ricostruire un modello ipogei-struttura mediante sezioni e mappe a colori delle isopache della copertura calcarenitica. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
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Localizzazione
Matera; Sassi di Matera; Piazza Vittorio Veneto; Torrente Gravina; Murge; Basilicata; Italia
Puglia; Basilicata; Veneto
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
NumeroSuppl. 2/2016 (Geoarcheologia)
Anno2016
AutoriGiovanni Bruno; Daniele Tupputi; Filippo Cristallo