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Lo stagno della morte: il Turbolo. Frane e malaria nel Fiume Oliva (Calabria)
Ricerca 2018 Geologia dell'Ambiente

Lo stagno della morte: il Turbolo. Frane e malaria nel Fiume Oliva (Calabria)

Gaetano Osso; Francesco Mazzotta; Gioacchino Lena
Abstract
L'articolo ricostruisce le cause predisponenti e determinanti dei fenomeni franosi in sinistra idrografica del F. Oliva (entroterra tirrenico-cosentino), i cui materiali trasportati a valle come colate detritiche si sono depositati formando un conoide alluvionale così potente da causare un lago di sbarramento nel 1844, da cui si diffuse un'epidemia malarica. I dati registrati dal medico condotto dott. Solimena hanno permesso di ricostruire lo scenario medico-sanitario: dopo 15 anni dalla formazione della palude la prima grande epidemia di malaria coinvolse Aiello Calabro e Terrati. In un contesto politico poco incline all'ascolto della periferia, le condizioni rimasero immutate per oltre 60 anni causando migliaia di vittime e moti di protesta. Si cita la definizione di Giustino Fortunato sulla Calabria ''uno sfasciume pendulo sul mare'' per descrivere i sistemi montuosi ripidi a pochissima distanza dal mare con clima fatto di estati siccitose e autunni-inverni piovosi. Si analizzano le condizioni climatiche, geologiche e sanitarie, e l'impatto dell'uomo come agente modificatore del paesaggio. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
SOLIMENA - dati medico-condotto XIX secolo. FORTUNATO G. - definizione Calabria.
Localizzazione
Fiume Oliva (entroterra cosentino, Calabria); Aiello Calabro; Terrati; Palude Stagno Turbolo
Calabria
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero3/2018
Anno2018
AutoriGaetano Osso; Francesco Mazzotta; Gioacchino Lena