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L’interesse per l’area di Torre Ovo come geoarcheosito
Ricerca 2016 Geologia dell'Ambiente

L’interesse per l’area di Torre Ovo come geoarcheosito

Emanuele Giaccari; Antonio Riviello
Abstract
In accordo con i più recenti orientamenti sul turismo ecocompatibile e la tutela del patrimonio naturalistico e paesaggistico, si propone il sito areale di Torre Ovo come geoarcheosito. Si tratta di un'area marina compresa tra una falesia e il mare cristallino che custodisce resti romani, anfore e pietre che parlano di storia, guerre e leggende, nonché della cosiddetta foresta pietrificata, unica al mondo. La Torre Ovo sorge a circa 45 chilometri a sud est di Taranto e fu fatta costruire dai governanti spagnoli nel Cinquecento come torre di avvistamento. Ai piedi di Torre Ovo, dove vi sono i ritrovamenti di un porto greco-romano e una villa romana, si scorgono i resti di un pavimento in mosaico. A circa 200 m dalla torre, a 5 m di profondità, si manifesta quello che sembra un mistero ma che affonda le radici nei meccanismi di paleosedimentazione: forme di bioturbazione in sedimenti sabbiosi di spiaggia. A partire dal Quaternario si sono verificate varie oscillazioni del livello del mare con continui spostamenti della linea di costa. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
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Localizzazione
Torre Ovo; Maruggio; Campomarino; Taranto; Salento; Golfo di Taranto; Torre Lapillo; Puglia; Italia
Puglia
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
NumeroSuppl. 2/2016 (Geoarcheologia)
Anno2016
AutoriEmanuele Giaccari; Antonio Riviello