Ricerca 2018 Geologia dell'Ambiente
Le acque nelle cavità sotterranee di Roma
Pio Bersani; Stefania Nisio; Luca Pizzino
Abstract
L'articolo presenta un contributo al censimento delle acque nelle cavità sotterranee di Roma. Le grandi cavità di Roma corrispondono ad antiche cave nelle rocce piroclastiche, spesso interrotte al raggiungimento della falda. Molti laghetti sotterranei seguono le oscillazioni della falda principale o di piccole falde sospese. La coltivazione dei terreni piroclastici nel periodo estivo favoriva la formazione di laghi nelle gallerie poi allagate nel periodo autunnale-invernale. In sinistra idrografica del Tevere si segnala il lago al Tempio di Claudio al Celio. L'abbassamento della falda ha estinto molte sorgenti e pozzi. Le fonti storiche descrivono acque sorgive in sotterraneo (in cave o ipogei) usate come fonti battesimali. La ricerca prescinde dall'inquadramento idrogeologico (Boni et al. 1988; Ventriglia 1989, 2002; Corazza & Lombardi 1995, 2008; APAT 2008; Capelli et al. 2008; La Vigna et al. 2015, 2016) ed è un primo passo verso il censimento delle acque. Sono descritte sorgenti in catacombe usate come fonti battesimali o per uso potabile (Panvinio 1568; Bosio 1632; Boldetti 1720; Marchi 1844; Armellini 1893; Brocchi 1820; D'Agincourt 1834; Nibby 1849; De Rossi 1864-1877). (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
BONI C. et al. (1988). VENTRIGLIA U. (1989, 2002). CORAZZA A., LOMBARDI L. (1995, 2008). APAT (2008). CAPELLI G. et al. (2008). LA VIGNA F. et al. (2015, 2016). PANVINIO O. (1568). BOSIO A. (1632). BOLDETTI M.A. (1720). MARCHI G. (1844). ARMELLINI M. (1893).
Localizzazione
Roma (sinistra idrografica del Tevere); Tempio di Claudio al Celio
Lazio
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Il fattore nshape dei pilastri di cave sotterranee e il loro fattore di sicurezza a compressione desunto da analisi di regressione multivariata →

