Ricerca 2000 Geologia dell'Ambiente
La valutazione di vulnerabilità territoriale applicata ai rischi naturali: alcune riflessioni
Scira Menoni (Dipartimento Scienze del Territorio, Politecnico di Milano)
Abstract
All'indomani della tragedia di Sarno si è assistito alla polemica tra Ministeri Lavori Pubblici, Ambiente e Dipartimento Protezione Civile sulle competenze in prevenzione dei grandi rischi. Per la prima volta in Italia si è discusso del binomio territorio-prevenzione. La Legge 267/1998 (decreto 180/1998) rappresenta anello di congiunzione tra Legge 183/1989 (bacino) e piani regolatori locali. Piani Stralcio Autorità di Bacino del Po distinguono misure strutturali e non strutturali (già nella Relazione Commissione De Marchi 1970). Tradizione statunitense dell'assicurazione contro alluvioni dal 1968 con FEMA dal 1978. Necessità di una pianificazione comprensiva (Strong et al. 1996). Tabella 1: strumenti pianificatori per prevenzione rischi: azzonamento (zone a rischio, mantenimento spazi aperti, inedificabilità), norme e standard per edifici, normative tecniche, provvedimenti per impianti pericolosi (demolizione, rilocalizzazione, mutuo allontanamento), servizi pubblici strategici, infrastrutture di servizio, clausole contratti vendita, acquisizione bonaria, agevolazioni fiscali, polizze assicurative, VIA, programmi di mappatura. Esempio Sergisai (Politecnico Milano + IRRS-CNR, IV Programma Quadro UE): valutazione vulnerabilità sistemica del servizio sanitario al rischio sismico. Innovazioni: territorialità del servizio (rete di ospedali, non singolo nodo) e impostazione sistemica (ospedali + trasporti + edifici residenziali + servizi a rete). Modello con mappa ''domanda di unità di cura'' (feriti per zona) e ''offerta unità di cura'' (vulnerabilità fisica reparti). Sperimentazione in Garfagnana (Toscana-Emilia Romagna): due scenari (tutti feriti vs feriti gravi all'ospedale di Castelnuovo). Riferimento al modello geografico Hewitt 1997: vulnerabilità non dipende dall'evento ma dalle caratteristiche territoriali sempre presenti. Direttiva Seveso comunitaria estendibile ai rischi naturali; legge francese 95-101 del 2/2/1995 su partecipazione e accesso informazione ambientale.
Bibliografia
BURBY R.J. et al. (1998) Cooperating with Nature, Joseph Henry Press, Washington. DENTE B. (1995) Per un diverso Stato, Il Mulino, Bologna. HEWITT K. (1997) Regions of Risk, Longman, Singapore. PETRINI V. (1996) Overview Report in Vulnerability Assessment, V Int. Conf. on Seismic Zonation, Editions Ouest, Paris. Regione Emilia Romagna e CNR-GNDT (1993) Rischio sismico edifici pubblici. SALTER L. et al. (1988) Mandated Science, Kluwer. SERGISAI Final Report ENV4-CT96-0279, IV Programma Quadro UE 1994-1998. STRONG A., MANDELKER D., KELLY E. (1996) Property Rights and Takings, J. American Planning Association 62(1). Legge 267/1998 (decreto 180/1998). Legge 183/1989. Relazione Commissione De Marchi (1970). Loi 95-101 del 2/2/1995. Direttiva Seveso. FEMA dal 1978.
Localizzazione
Italia (ambito nazionale); Sarno; Po; Garfagnana; Castelnuovo, Barga, Lucca
Campania; Toscana; Emilia-Romagna

