Ricerca 2015 Geologia dell'Ambiente
Il dissesto idrogeologico è un motore dell’economia (una lettera politica-non geologica)
Maurizio Lanzini
Abstract
L'autore commenta criticamente il rapporto fra dissesto idrogeologico, scelte economiche e indicatori di sviluppo, prendendo spunto dalle alluvioni di Liguria, Sardegna, Toscana, Veneto e Calabria. Sostiene che nell'attuale contesto neoliberista il consumo di suolo e gli interventi post-disastro vengono entrambi conteggiati positivamente nel PIL, creando un perverso "motore economico" alimentato dalle calamità. L'autore evidenzia come il PIL non distingua tra attività che contribuiscono al benessere e quelle che lo riducono, includendo persino i costi di inquinamento e calamità naturali. Cita il celebre discorso di Robert Kennedy del 1968 sul PIL e richiama il dibattito multi-disciplinare sull'inadeguatezza del PIL, con proposte di indicatori alternativi come il Genuine Progress Indicator (GPI) e l'Index of Sustainable Economic Welfare (ISEW). L'autore auspica che gli indicatori sostitutivi del PIL inglobino gli effetti negativi del dissesto idrogeologico, degli inquinamenti e della sismicità, per rendere socialmente visibili gli impatti sulla qualità della vita e sulla sostenibilità ambientale. (Abstract sintetizzato dal testo)
Localizzazione
Liguria; Sardegna; Toscana; Veneto; Calabria; Rossano; Corigliano; Tropea; Venosa; Italia
Calabria; Liguria; Sardegna

