Ricerca 2012 Geologia dell'Ambiente
Il deflusso minimo vitale e la tutela ecologica e paesaggistica degli ambienti acquatici
Antonio Rusconi
Abstract
È trascorso più di un ventennio dall'introduzione dell'obbligo di rilascio del deflusso minimo vitale (DMV) a valle delle opere di derivazione idrica. Il DMV non partecipa alla quantificazione del bilancio idrico del bacino idrografico, che deve essere determinato dalle Autorità di bacino mettendo a confronto disponibilità e fabbisogni idrici al netto dei previsti rilasci. Ogni prelievo idrico pertanto è subordinato al prioritario rilascio del DMV, secondo i criteri applicativi definiti dai piani di tutela regionali delle acque e dai piani di gestione distrettuali che, in attesa dell'emanazione delle previste norme tecniche ministeriali, si sono riferiti a linee guida risalenti al 2004, antecedenti quindi al vigente Testo Unico Ambientale (D.lgs. n.152/2006) che ha recepito la Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE. Le diverse questioni legate al DMV sono molteplici e complesse e necessitano di una sollecita riforma normativa. Di primaria importanza sono le difficoltà di misurare e controllare le portate ed i volumi idrici prelevati dai concessionari d'acqua. Inoltre il DMV, così come attualmente applicato, con particolare riferimento agli ambiti fluviali caratterizzati da una sequenza continua di impianti "mini-idroelettrici" disposti in serie, non sembra sufficiente a soddisfare gli aspetti paesaggistici e ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale previsti per il 2015 dalla Comunità europea.
Localizzazione
Italia; Europa; Belluno; Falcade; Biois
Veneto

