Ricerca 2017 Geologia dell'Ambiente
Frane e dissesti: una risorsa per il turismo?
Vittorio Fenti
Abstract
Non esiste l'immobilità nella geologia: tutto cambia, si modifica, si evolve, secondo i ritmi della natura. Lentissimi i cambiamenti negli antichi scudi continentali, lenti quelli delle antiche catene caledoniane o erciniche. Più rapida l'evoluzione geomorfologica delle catene recenti (Alpino-himalayana, Rocciose, Ande). Le Dolomiti, patrimonio UNESCO, devono la loro bellezza ai rapporti di giacitura e affioramento delle formazioni litologiche e alla dinamica geomorfologica. La morfogenesi avviene per interferenza tra atmosfera, idrosfera e litosfera (geodinamica), in modo graduale o per pulsazioni evolutive (eruzioni, terremoti, dissesti). Tra i dissesti idrogeologici, le frane sono i fenomeni più appariscenti, attivi nelle Dolomiti soprattutto nel postglaciale precoce per decompressione dei versanti rocciosi dopo i ghiacciai würmiani. L'incremento della temperatura media degli ultimi anni ha causato lo scioglimento del ghiaccio che cementava detriti alle quote elevate, e la maggiore frequenza delle piogge intense produce debris-flow. Le frane non devono essere sempre criminalizzate: in sé sono fenomeni fisici di dislocazione di masse rocciose verso un nuovo equilibrio, talora vere manifestazioni di estetica geologica (Grand Canyon del Colorado, Bryce Canyon Utah). Anche i calanchi dell'Appennino rendono unica la qualità del paesaggio tosco-emiliano; Volterra con le Balze, Civita di Bagnoregio (città che muore) e la Rupe di Orvieto sono modellate da frane. Vengono descritti esempi di siti agordini (Dolomiti Bellunesi): 1) Sas de Rocia presso Laste (Rocca Pietore, q. 1614 m), frana antica con scogli di Calcare della Marmolada alti 70-80 m su rocce ladiniche; 2) Frana del M. Piz (11/1/1771), volume ~30 milioni m3, che diede origine al Lago di Alleghe distruggendo 5 paesi e causando 52 morti; 3) Frana del Sassedel presso le Cime d'Auta (lunghezza 1500 m, larghezza 500 m, volume 10 milioni m3); 4) Frana di Crode; 5) Bacino di erosione accelerata delle Marmolade (Forca Rossa - Ponte Barezze, oltre 2,5 km2, 300 milioni m3 asportati su rocce permiane gessifere e siltoso-arenacee scitiche). Esempi anche di Lago di Novale (Val di Vizze), Slavini di Marco, Molveno, 5 Torri Cortina d'Ampezzo, Masiere di Vedana, Guglie di Val Popena. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
VINCI A. (1961), Originalità e individualità delle Dolomiti, sulle caratteristiche delle masse rocciose calcaree e dolomitiche delle Alpi; GIORDANO D. et alii (2015), L'ORO DI CORNIA, descrizione delle Masiere di Vedana e dell'ambiente geologico, geomorfologico, botanico e paesaggistico della Val Belluna; Dante Alighieri, Divina Commedia (riferimento agli Slavini di Marco in Val Lagarina); riferimenti inline a frane storiche e geositi delle Dolomiti senza biblio strutturata
Localizzazione
Dolomiti; Dolomiti Bellunesi; Agordino; Sas de Rocia; Laste; Rocca Pietore; Lago di Alleghe; Monte Piz; Cordevole; Sassedel; Cime d'Auta; Falcade; Canale d'Agordo; Marmolade; Forca Rossa; Cascata delle Barezze; Bosch Brusà; Val Belluna; Cortina d'Ampezzo; Masiere di Vedana; Guglie di Val Popena; Misurina; Val di Vizze; Lago di Novale; Slavini di Marco; Val Lagarina; Molveno; Volterra; Civita di Bagnoregio; Rupe di Orvieto; Veneto; Trentino-Alto Adige; Italia
Veneto; Trentino-Alto Adige

