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Copertura forestale, incendi e frane: il caso di Sarno (1998)
Ricerca 2024 Geologia dell'Ambiente

Copertura forestale, incendi e frane: il caso di Sarno (1998)

Luigi Esposito (Accademico corrispondente, Accademia Italiana di Scienze Forestali); Gaetano Sammartino (SIGEA-APS)
Abstract
In Italia (eccetto Trento e Bolzano) la difesa del suolo è come una frontiera sguarnita, dove il fai-da-te e la frammentazione degli interventi non riescono a impedire alle colate di fango e detriti di entrare nei centri abitati. Si descrive il modo in cui agisce la copertura forestale e si discute il caso catastrofico di Sarno del maggio 1998. Necessità di adeguata pianificazione della gestione forestale per ''protezione dall'erosione del suolo'' e fenomeni idrogeologici (frane, alluvioni). Le aree con funzioni protettive devono essere censite nei piani di assestamento forestale. Attenzione su operazioni selvicolturali in suoli sensibili, evitare tecniche inappropriate, macchinari non idonei, piste di esbosco su terreni acclivi (punti di innesco frana). Movimenti dell'acqua: intercettazione, penetrazione macropori, traspirazione/evaporazione. Boschi campani utilizzati da millenni. Influenza copertura vegetale difficile da valutare (Gherardelli e Marone 1968). Si analizzano vegetazione, suolo, stabilità versanti del territorio sarnese e cause dell'evento del 5-6 maggio 1998 (160 vittime, oltre 100 colate detritiche).
Bibliografia
GHERARDELLI E MARONE (1968). Letteratura su evento Sarno 1998. Accademia Italiana di Scienze Forestali.
Localizzazione
Sarno (Salerno, Campania); Monti di Sarno; Campania
Campania; Trentino-Alto Adige
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero4/2024
Anno2024
AutoriLuigi Esposito (Accademico corrispondente, Accademia Italiana di Scienze Forestali); Gaetano Sammartino (SIGEA-APS)