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Applicazione di metodi di indagine geofisica a studi di tettonica attiva: caratterizzazione delle morfologie sepolte dei bacini sedimentari di Colfiorito e Annifo, Umbria
Ricerca 2005 Geologia dell'Ambiente

Applicazione di metodi di indagine geofisica a studi di tettonica attiva: caratterizzazione delle morfologie sepolte dei bacini sedimentari di Colfiorito e Annifo, Umbria

Colini L.; Salvi S.; Catalani W.
Abstract
La sequenza sismica che ha avuto inizio nel settembre 1997 ha interessato la regione Umbro-Marchigiana, colpendo l'area degli altipiani Plestini dove sono localizzati gli epicentri degli eventi più significativi. Misure geodetiche con tecniche GPS e di interferometria SAR hanno evidenziato un'area di circa 15x8 Km interessata da subsidenza co-sismica con massimo sprofondamento di circa 25 cm. Allo scopo di determinare l'andamento delle superfici stratigrafiche e di investigare le relazioni tra deformazione sismica sulle faglie normali ed evoluzione geomorfologica a lungo termine, sono state eseguite numerose campagne di misure geofisiche: 12 profili sismici a rifrazione, oltre 60 SEV e 3 profili di tomografia elettrica nei bacini di Colfiorito e Annifo. È stato ricostruito con buon dettaglio l'andamento del tetto del substrato carbonatico utilizzando la funzione Topogrid di ArcInfo, confermando che i bacini devono la loro origine a movimenti tettonici lungo faglie normali ovest-vergenti. Si constata l'assenza, nella parte orientale del bacino di Colfiorito, di una chiara scarpata di faglia, confermando che la struttura sismogenetica responsabile del terremoto del 26/9/97 non affiora in superficie. I risultati contribuiscono a mettere in evidenza come la geometria dei bacini intramontani appenninici localizzati in aree tettonicamente attive non possa essere sempre correlata con strutture tipo graben o semigraben guidate da faglie affioranti.
Bibliografia
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Localizzazione
pp. 9-15, n. 2/2005
Marche; Umbria