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L’Italia che frana

L’Italia che frana

La SIGEA-APS, consapevole dell’importanza di sensibilizzare i giovani sui rischi naturali che interessano il nostro Paese, ha ideato un innovativo progetto di comunicazione che utilizza il linguaggio della musica per veicolare messaggi di prevenzione. Il brano “L’Italia che frana”, interpretato da tre artisti – due cantanti e un chitarrista, richiama nella propria composizioni alcune delle tragiche catastrofi naturali che hanno segnato la storia italiana. Attraverso questo approccio culturale e creativo, l’associazione intende stimolare una maggiore consapevolezza tra gli ascoltatori, sottolineando come la prevenzione costituisca uno strumento imprescindibile per la mitigazione degli effetti devastanti che tali fenomeni possono avere sul tessuto sociale ed economico del Paese. In tal modo, la SIGEA-APS mira a coinvolgere attivamente le nuove generazioni in un percorso di educazione e responsabilizzazione, promuovendo una cultura della sicurezza e della resilienza alle calamità naturali.

il testo del brano

Ascolta bene, questo è il mio racconto:
sono la Nazione che purtroppo domani presenta il conto.
Segno questi tempi col Cajon e ricordo la tua presa in giro, quando alzasti il muro di Vajont.
1963, ma secondo te, per appalti senza applausi, togli poi 46: sono le anime, non di Toriyama, ma quelle che abbiamo perso nella valle nel ’63.

Un’altra frana e poi lo Stato se ne infischia,
dicono che la colpa è della terra nell’isola che non c’è, chiamata Ischia; l’orecchio mi fischia, sarà quel segnale che mi parlano da dietro e fa giustizia.
Chiamami lo Stato, io non sono stato!!! La natura si ribella e mo ti chiedi chi è stato!?
Sta di fatto che quel che è fatto è fatto, sono la dodicesima anima che preferiva lo sfratto.

Qui sono morto per due volte, ricordi?
Una crociera in zattera, partenza da Camogli, e adesso prego davanti a questo mare: stato o non sei stato, ma quei passeggeri tu non li conosci.
Poi ricordi, di che poi ti ricordi? È tutto normale, come i cimiteri a galla nel febbraio del 2021: non frega più a nessuno.
Sono ancora a galla, respiro e intanto chiedo aiuto.

Ritornello:
L’Italia che frana è la terra che chiama.
È ferma alla dogana, si legge sta trama, cancella e poi scrive: voglio stare a galla!
L’Italia che frana ci sta dicendo con calma:
“Sì, noi siamo una frana, ma l’Italia frana, l’Italia che frana. L’Italia che fama!”

Al Sud non siamo scemi, copiamo i temi,
ti ricordo la Sicilia, la strage loco a Niscemi.
Paesaggi belli ma osceni, noi siamo scemi, più scemi.
Sotto terra la mia storia, te lo spiego alla Slim Shady.
Abra cada braccà, sono stato anche in Campania: “qua t’ l’a guadagnà, sind a me compà”.
Non sono stato perché sono una frana, e non lo nego: risucchio anche i detriti a Sarno fino a Rovereto

Siamo ancora qua, come l’opera di Gagini, e poi la sua pietà: benvenuto in città.
L’ho superato, ricordo nel 2000, a Soverato, prego la santa Vergine Maria e poi Dio lodato.
Ma siamo ancora qua, tutta l’Italia, dove tutto sembra bello ma retorica.
Non sono stato perché sono una frana, e qui lo dico: come tutta l’Italia, è verso te che punto il dito!!!

Ritornello:
L’Italia che frana è la terra che chiama.
È ferma alla dogana, si legge sta trama, cancella e poi scrive: voglio stare a galla!
L’Italia che frana ci sta dicendo con calma:
“Sì, noi siamo una frana, ma l’Italia frana, l’Italia che frana. L’Italia che fama!”

Special:
Rispettala, la tua terra: siamo le radici, e radici lo dici e ridici.
Tu che dici e non sai che ti aspetta il domani: è domani, ascoltala la terra.
Ascoltala: se la natura è che ti chiama, tu rispondila, non la lasciare, e tu dille che siamo qua, siamo l’Italia.
L’Italia che frana, noi siamo l’Italia.

Ritornello:
L’Italia che frana è la terra che chiama.
È ferma alla dogana, si legge sta trama, cancella e poi scrive: voglio stare a galla!
L’Italia che frana ci sta dicendo con calma:
“Sì, noi siamo una frana, ma l’Italia frana, l’Italia che frana. L’Italia che fama!”

L’Italia che frana, l’Italia che fama!!!

“Sì, noi siamo una frana, ma l’Italia frana, l’Italia che frana. L’Italia che fama!”

gli autori e interpreti

Luca Semeraro (in arte Samen Mi Casa, rapper pugliese noto in Italia e all’Estero) : “Il territorio è qualcosa di sacro. Con la Società Italiana di Geologia Ambientale abbiamo approfondito le dinamiche che, nel corso del tempo, hanno segnato i territori interessati da questi fenomeni, confrontandoci sulle vicende passate e recenti e sulle criticità che continuano a interessare il nostro Paese. Ed è nata una canzone rap con la quale vogliamo arrivare ai giovani”. Leonardo Grifa (in arte la

Voce di Selea, altro rapper noto in Italia e all’Estero) : “Con la collaborazione dei geologi della SIGEA, sono nati i testi. Il lavoro è proseguito attraverso momenti di confronto e approfondimento, indispensabili per comprendere più a fondo le dinamiche del fenomeno e trovare il modo di tradurle in un linguaggio musicale capace di arrivare alle persone”. Antonello Fiore (Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale) : “Il rap per sensibilizzare i giovani. Nel corso della conferenza stampa verrà proiettato in anteprima il videoclip del brano “L’Italia che frana”, concepito come strumento immediato per avvicinare i giovani ai temi della prevenzione, della consapevolezza e dell’autoprotezione attraverso una comunicazione rapida e capillare”.

 

Sigea APS
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