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L’antropizzazione dei corsi d’acqua: la situazione in Piemonte a 40 anni dalla Legge Galasso. Torino 16 settembre 2025

L’antropizzazione dei corsi d’acqua: la situazione in Piemonte a 40 anni dalla Legge Galasso

martedì 16 settembre 2025 ore 9:00
Torino,  Aula Vallauri – INRIM
C.so Massimo d’Azeglio, 42

E’ stata inoltrata la richiesta per i crediti APC per i geologi iscritti all’Albo e all’Elenco Speciale

Evento in presenza con accesso libero fino a esaurimento dei posti (massimo 95 posti), previa iscrizione entro il 15 settembre ore 12:00

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Iscrizioni momentaneamente sospese per il raggiungimento della capienza della sala

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    Dopo la Giornata di Studi svoltasi a Roma presso la prestigiosa sede della Società Geografica Italiana in occasione della edizione 2025 della Giornata Nazionale del Paesaggio, e la seconda giornata dell’8 agosto a San Piero Patti (ME), la SIGEA-APS e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, in collaborazione con Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, Regione Piemonte, Arpa Piemonte, Ordine dei Geologi del Piemonte, organizzano a Torino il 16 settembre 2025 la Giornata di StudiL’antropizzazione dei corsi d’acqua: la situazione in Piemonte a 40 anni dalla Legge Galasso“. L’evento in presenza di terrà presso  Aula Vallauri – INRIM C.sa Massimo d’Azeglio, 42 (Torino)

    Perchè celebrare i 40 anni della Legge Galasso”
    La Legge 8 agosto 1985, n. 431, meglio conosciuta come Legge Galasso, dal nome del proponente Giuseppe Galasso, Sottosegretario per i Beni culturali e ambientali, ha rappresentato una pietra miliare nella tutela del paesaggio e dell’ambiente in Italia. Quest’anno, nel 2025, si celebrano i 40 anni dalla sua emanazione, un’occasione importante per riflettere sull’impatto e l’evoluzione di questa normativa.
    Cos’è la Legge Galasso e le zone tutelate
    Prima della Legge Galasso, la tutela paesaggistica era affidata principalmente alla Legge n. 1497 del 1939, che aveva una concezione più “estetizzante” del paesaggio, focalizzata sulle bellezze naturali. La Legge Galasso ha introdotto un cambio di paradigma, estendendo la tutela a intere categorie di beni ambientali “ex lege” e “sine die”, ovvero per legge e senza limiti di tempo, imponendo vincoli paesaggistici su vasta scala e tutelando ampie porzioni di territorio.
    Le zone di particolare interesse ambientale tutelate dalla Legge Galasso includono, tra le altre:

    • Territori costieri entro una fascia di 300 metri dalla linea di battigia.

    • Territori contermini ai laghi entro una fascia di 300 metri dalla linea di battigia.

    • Fiumi, torrenti e corsi d’acqua e le relative fasce di 150 metri per riva.

    • Montagne sopra i 1600 metri nelle Alpi e 1200 metri nell’Appennino e nelle isole, e le aree circostanti.

    • Ghiacciai e circhi glaciali.

    • Parchi e riserve nazionali o regionali e i territori di protezione esterna dei parchi.

    • Territori coperti da foreste e da boschi, anche se percorsi o danneggiati dal fuoco.

    • Aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici.

    • Zone umide incluse nell’elenco di cui al D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448.

    • Vulcani.

    • Zone di interesse archeologico.

    Questi vincoli impongono l’obbligo di ottenere una specifica autorizzazione paesaggistica prima di procedere con interventi edilizi, infrastrutturali o urbanistici in tali aree, con l’obiettivo di prevenire danni irreparabili al paesaggio e garantirne la conservazione.
    Impatto ed evoluzione della Legge Galasso
    La Legge Galasso ha rappresentato un passo fondamentale per la tutela del patrimonio paesaggistico italiano, ponendo le basi per un sistema di protezione più organico e rigoroso. Ha colmato lacune normative preesistenti e ha innescato un processo di crescente consapevolezza sull’importanza della salvaguardia ambientale.
    Nel corso degli anni, la normativa è stata integrata e in parte superata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004), che ha raccolto e coordinato le disposizioni precedenti. Il Codice ha mantenuto i principi cardine introdotti dalla Legge Galasso, definendo ulteriormente le aree di notevole interesse pubblico e le modalità di tutela.
    Successive modifiche, come il DPR 31/2017, hanno introdotto semplificazioni per interventi di lieve entità, cercando di bilanciare la necessità di tutela con le esigenze di sviluppo e manutenzione. Nonostante queste evoluzioni, i principi fondamentali introdotti dalla Legge Galasso rimangono alla base dell’attività di tutela dei beni paesaggistici in Italia.