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Uso e riuso di materiali litici nella storia di una città romana: il caso di Minturnae – Traetto
Ricerca 2005 Geologia dell'Ambiente

Uso e riuso di materiali litici nella storia di una città romana: il caso di Minturnae – Traetto

Lena G.; Gaudenzi Asinelli M.
Abstract
Il sito archeologico di Minturnae, sulla riva destra del fiume Garigliano nel basso Lazio (provincia di Latina), è il caso di studio per indagare l'uso e il riuso di materiali litici nella storia di una città romana e nella vicina cittadina medievale di Traetto (oggi Minturno). Vengono illustrate le quattro fasi principali di edificazione: 1) fondazione della colonia nel 296 a.C. con il castrum costruito in calcare proveniente dal promontorio di Monte d'Argento (identificato attraverso analisi XRD, osservazioni petrografiche e colorazione con alizarina rossa e verde); 2) età repubblicana con tufo proveniente probabilmente dall'apparato vulcanico di Roccamonfina; 3) primi anni del principato augusteo con monumentalizzazione della colonia (templi di Cesare ed Augusto, forum, teatro) in calcare assimilabile alla pietra di Coreno; 4) rinnovamento in età adrianea con impiego di marmora colorati di diverse varietà (cipollino, lunense, breccia corallina, porfido) e mattone cotto. Viene poi analizzato il riuso massiccio dei materiali nella medievale Traetto, in particolare nella chiesa di San Pietro (IX-X secolo) a pianta basilicale latina a tre navate, dove i due colonnati riutilizzano fusti di marmo cipollino, marmo bianco lunense, granito grigio, breccia corallina. Si propone un nuovo progetto investigativo che amplii l'indagine sui materiali lapidei attraverso fluorescenza XRF, spettrometria di massa rapporto C13/O18, spettroscopia di risonanza elettronica.
Bibliografia
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Localizzazione
pp. 17-22, n. 3/2005
Lazio; Campania; Toscana