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La regolazione delle acque nel mondo antico
Ricerca 2002 Geologia dell'Ambiente

La regolazione delle acque nel mondo antico

Vittorio Castellani
Abstract
E universalmente noto come la cosiddetta ''rivoluzione neolitica'' si ponga come un momento fondamentale in quel processo di sviluppo che doveva portare il genere umano a popolare e dominare l'intero pianeta Terra. Il presente lavoro intende riportare una serie ragionata di nuove o poco note evidenze che possano contribuire a porre alcune pietre miliari lungo la difficile strada di una sempre più completa comprensione di come l'uomo abbia progressivamente conquistato e modificato l'ambiente per quel che riguarda in particolare il rapporto dell'uomo con le risorse idriche del territorio. Partendo dai più antichi tempi preistorici per giungere sino agli albori della storia e al finale affermarsi delle grandiose opere idrauliche nell'antica Roma. L'articolo presenta esempi di opere idrauliche: i delta endoreici dei fiumi Tedzen e Murghab nel Turkestan meridionale (missione Università di Bologna prof. Tosi), i canali di Urartu attorno al Lago Van con il canale del re Menua (810-786 a.C.) lungo 51 km, il canale Dargom di Samarcanda (Uzbekistan, VI sec. a.C.), il sistema dei qanat/karez nelle regioni aride (Sahara, Takla Makan, Iran, Marocco), il polje di Kopais in Beozia (Erodoto, Pausania, Strabone, Diodoro Siculo), gli emissari sotterranei dei Colli Albani (Albano e Nemi) e infine la grandiosa bonifica del Fucino voluta dall'imperatore Claudio (galleria sotterranea di quasi 6 km). 'Drenaggi, bonifiche, captazioni acquedotti sono gli elementi di una estesa opera di regolazione idraulica del territorio in cui affonda le radici la nostra stessa civiltà'.
Bibliografia
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Localizzazione
Geologia dell'Ambiente, n. 4/2002, pp. 3-7
Lazio; Uzbekistan; Asia centrale
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero4/2002
Anno2002
AutoriVittorio Castellani