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Il dissesto idrogeologico in Campania
Ricerca 1998 Geologia dell'Ambiente

Il dissesto idrogeologico in Campania

Antonio Vallario (Università Federico II di Napoli, Dip. Scienze della Terra)
Abstract
Il rischio idrogeologico interessa il 30-40% del territorio campano: 1.700 i centri abitati a rischio frane, 1.500 a rischio alluvioni e 150 comuni interessati da intensi fenomeni erosivi. Si descrive il sistema geologico-strutturale della Campania: Appennino calcareo, marnoso, arenaceo (Sannio, Irpinia); fasi tettoniche compressive miocene-quaternario con falde di ricoprimento e depressioni peritirreniche (Piana Campana, Piana di Battipaglia, Valle Caudina, Vallo di Diano). Attività vulcanica: Vulcano Vulture (1,2 Ma), Roccamonfina (0,8 Ma), Vesuvio (37 ka), Campi Flegrei (40-12 ka), formazione caldere Agnano e Astroni. Eruzioni storiche: Fondi di Baia, Agnano-Monte Spina, Solfatara, Monte Olibano, Averno, Senga; ultima eruzione Campi Flegrei Monte Nuovo 1538. Piroclastiti eruzione 79 d.C. coprono i massicci carbonatici. Assetto morfologico: massicci carbonatici con versanti acclivi, rilievi collinari prevalentemente argillosi a morfologia poco acclive. Tipologie franose: crolli (rocce lapidee), scorrimenti rotazionali (sedimentarie terziarie), colate veloci di piroclastiti sciolte sui carbonati.
Bibliografia
Università Federico II di Napoli, Dipartimento di Scienze della Terra. Letteratura su geologia regionale Campania.
Localizzazione
Campania (regione): Sannio, Irpinia, Piana Campana, Piana Battipaglia, Valle Caudina, Vallo di Diano, Somma-Vesuvio, Campi Flegrei, Roccamonfina
Campania; Basilicata; Lazio
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero3/1998
Anno1998
AutoriAntonio Vallario (Università Federico II di Napoli, Dip. Scienze della Terra)