Ricerca 2025 Geologia dell'Ambiente
I marmi policromi negli altari barocchi di Puglia: capolavori litici a testimonianza della nostra storia
Francesca Micheletti (Dip. Scienze della Terra e Geoambientali UniBa; Lab. Ricerca Diagnostica Beni Culturali); Giovanna Fioretti (UniBa); Pasquale Acquafredda (UniBa)
Abstract
L'utilizzo dei marmi policromi come elementi decorativi negli altari delle chiese cattoliche ha avuto grande diffusione nell'Italia meridionale nel periodo barocco. Ai materiali da antichi monumenti romani (spolia) si affiancano nuove varietà estratte. Storia delle cave: età imperiale (I sec. a.C.) con organizzazione capillare nel Mediterraneo (Egitto, Grecia, Asia Minore, Spagna); opus sectile e interraso marmore. Caduta dell'Impero Romano e cristianizzazione (V sec.): abbandono delle cave e riutilizzo delle spolia (De Lachenal 1995). Studio dei paliotti delle Cattedrali di Gravina e Altamura (Bari): osservazione petrografica in loco. Confronto con collezioni di marmi antichi e barocchi (Cooke 2010; Dolci, Nista 1992; Giardini, Colasante 2001; Lazzarini 2004; Mielsch 1985; Pensabene, Bruno, Stuto 1998). Nella Cattedrale di Gravina: 6 altari (maggiore, San Filippo Neri, San Michele Arcangelo, Santa Maria del Piede) attribuiti a Francesco Cimafonte (allievo di Cosimo Fanzago), con motivi di cornucopie, racemi e fiori.
Bibliografia
DE LACHENAL L. (1995), spolia. COOKE H. (2010). DOLCI E., NISTA L. (1992). GIARDINI N., COLASANTE D. (2001). LAZZARINI L. (2004). MIELSCH H. (1985). PENSABENE P., BRUNO M., STUTO L. (1998). Cattedrali di Gravina e Altamura. Francesco Cimafonte (allievo Cosimo Fanzago).
Localizzazione
Gravina in Puglia (Bari); Altamura (Bari); Puglia
Puglia; Spagna; Grecia

