Ricerca 2024 Geologia dell'Ambiente
Santi, epigrafi e falò: ricordarsi del terremoto in terra leccese e salentina
Viviana Castelli; Maddalena De Lucia
Abstract
Sessione D - Paesaggi artistici. Studio sulle testimonianze del terremoto del 20 febbraio 1743 nella terra leccese e salentina, attraverso santi, epigrafi e falò della tradizione popolare. Il terremoto del 1743 (Mw ~7.0, area epicentrale Mar Ionio meridionale) è il più forte storico noto del Salento, con effetti del IX-X grado MCS a Nardò e gravi danni a Lecce, Maglie, Galatina, Otranto. Si analizzano le testimonianze culturali: chiese ricostruite e dedicate a santi protettori (Sant'Oronzo, Madonna del Carmine), epigrafi commemorative inscritte su edifici barocchi (cartelle in pietra leccese), falò della tradizione popolare (San Martino, San Sebastiano, Sant'Oronzo) come riti propiziatori, processioni e riti sismici. Pratiche di memoria condivisa per ricordare l'evento sismico. La memoria culturale come strumento di consapevolezza dei rischi naturali. Esempi specifici dal patrimonio architettonico, scultoreo e folkloristico salentino. Implicazioni per la prevenzione sismica attraverso la cultura popolare. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
Documentazione storica del terremoto 20 febbraio 1743. INGV - Catalogo CPTI. Tradizione religiosa salentina (Sant'Oronzo, Madonna del Carmine). Riferimenti culturali ai riti popolari.
Localizzazione
Salento (Nardò, Lecce, Maglie, Galatina, Otranto, Puglia)
Puglia

