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Geodiversità dei paesaggi viti vinicoli italiani
Ricerca 2022 Geologia dell'Ambiente

Geodiversità dei paesaggi viti vinicoli italiani

Silvano Agostini (SIGEA - già Servizio Geologico e Paleontologico SABAP Abruzzo)
Abstract
Relazione introduttiva sulla geodiversità dei paesaggi vitivinicoli italiani. Analisi del legame tra substrato geologico, geomorfologia e tradizione viticola sulle varie regioni italiane. La bioarcheologia e l'archeobotanica documentano l'antica origine della viticoltura mediterranea (vinacciuoli pre-romani). Si analizzano le diverse regioni geologiche italiane vocate alla viticoltura: rocce vulcaniche (Campania, Lazio, Sicilia), calcari (Veneto, Puglia, Toscana, Marche), arenarie (Toscana), terre brune e argille (Piemonte, Emilia), depositi alluvionali e morenici (Friuli, Lombardia). Il termine ''terroir'' (latino territorium) descrive l'insieme di fattori naturali (suolo, clima, esposizione) e culturali (vitigno, vinificazione) che caratterizzano un vino. Riflessioni sul valore della geodiversità per la salvaguardia delle peculiarità enologiche italiane. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
Riferimenti bibliografici sulla geodiversità e bioarcheologia della vite. Documentazione del Servizio Geologico SABAP Abruzzo.
Localizzazione
Italia (territorio nazionale - geodiversità delle regioni viticole)
Campania; Lazio; Lombardia
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
NumeroSuppl. 1/2022 (Geologia nel bicchiere - Paesaggi del vino)
Anno2022
AutoriSilvano Agostini (SIGEA - già Servizio Geologico e Paleontologico SABAP Abruzzo)