Ricerca 2022 Geologia dell'Ambiente
Una nuova immagine della Terra: il paradigma della ”Zona Critica” tra geologia e filosofia
Enrico Comes (Università di Torino)
Abstract
Articolo presentato dal Direttore Responsabile Giuseppe Gisotti con riferimento alla Zona Critica della Terra di Gail Ashley (1988): ''ambiente eterogeneo, vicino alla superficie, in cui complesse interazioni tra roccia, suolo, acqua, aria e organismi viventi regolano l'habitat e determinano la disponibilità di vita''. Estensione dalle acque sotterranee ai suoli alla vegetazione superiore. Origini di una mutazione: la stratigrafia presenta testimonianze inquietanti (variazione sedimentazione fluviale per dighe, cambiamenti acidità acque, sostanze inquinanti, aumento CO2, cambiamenti erosioni). Paul Crutzen ha proposto l'Antropocene come nuova epoca geologica. Discussione sul marcatore (''chiodo d'oro'') per fissare l'origine dell'Antropocene: Rivoluzione Industriale (Crutzen) o post-1945 (International Geosphere-Biosphere Programme IGBP 2004). Il filosofo Bruno Latour ha sviluppato il concetto di Zona Critica come paradigma per superare il dualismo natura-cultura. La Zona Critica è caratterizzata da interazioni complesse tridimensionali tra processi geologici, pedologici, geomorfologici, idrologici e biologici, influenzati dal comportamento antropogenetico. L'articolo, scritto da un filosofo, propone una visione interdisciplinare che integra geologia ed ecologia con riferimenti alla teoria di Latour. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
CRUTZEN P.J. - Antropocene. ASHLEY G. (1988), definizione Zona Critica. ELLIS E. (2018). LATOUR B. - teoria della Zona Critica. International Geosphere-Biosphere Programme IGBP (2004). PADOA-SCHIOPPA E. (2021).
Localizzazione
Pianeta Terra (Sistema Terra); riflessione globale sull'Antropocene

