Ricerca 2019 Geologia dell'Ambiente
Archeologia industriale e geologia: proposta di recupero dei frantoi ipogei di Lecce
Stefano Margiotta; Mariangela Martellotta; Mario Parise
Abstract
L'articolo propone il recupero dei frantoi ipogei di Lecce come patrimonio di archeologia industriale. Il territorio leccese e gran parte del Salento racchiude un patrimonio archeologico-industriale legato ai frantoi oleari ipogei o semi-ipogei (''trappeti'' nel dialetto locale). La conoscenza era frammentaria: il Catasto delle Grotte e Cavità Artificiali della Federazione Speleologica Pugliese segnalava a Lecce solo 3 frantoi. Dai Catasti onciari della metà del 1700 si deduce che a Lecce all'epoca esistevano 40 ipogei legati a complessi masserizi. Si sono effettuati rilievi geomorfologici e topografici su 17 frantoi: 6 recuperati per attività turistiche, 11 in stato di abbandono. Quattro frantoi sono pubblici, uno comunale individuato dopo un crollo del terreno di copertura. Molti frantoi sono divenuti discariche stratificate. L'olivicoltura e i frantoi (torcularium) sono ultime tracce della civiltà rurale (Monte 2000, 2003). L'olio insieme a pastorizia e cerealicoltura formava il trittico produttivo pugliese che registrò il massimo sviluppo nel XVI secolo (Costantini 2017). (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
Federazione Speleologica Pugliese - Catasto Grotte e Cavità Artificiali. Catasti onciari (1700). MONTE A. (2000, 2003). COSTANTINI A. (2017).
Localizzazione
Lecce (Puglia); Salento
Puglia

