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Geomorfologia antropogenica, con particolare riguardo ai rapporti con l’archeologia
Ricerca 2018 Geologia dell'Ambiente

Geomorfologia antropogenica, con particolare riguardo ai rapporti con l’archeologia

Giuseppe Gisotti (Presidente onorario SIGEA)
Abstract
L'articolo tratta l'attività umana come terzo agente geomorfologico, distinto dagli agenti endogeni (tettonici, sismici, vulcanici) e dagli agenti esogeni (atmosfera, idrosfera, biosfera). Le forme del terreno hanno influenzato l'attività umana antica, che si è adagiata e adattata ad esse (Tempio di Giunone ad Agrigento su rilievo monoclinale, porto di Leptis Magna all'estuario di un corso d'acqua, Gisotti 2016); viceversa l'uomo ha modificato le forme naturali creandone di nuove (latomie di Siracusa, tell della Mesopotamia). Si tenta una classificazione delle forme artificiali secondo Haig (1978), distinguendo processi antropogenici diretti (costruzione: scarico rifiuti, tumuli, ciglionamenti, terrazzamenti, rilevati; escavazione: trincee, cave, miniere a cielo aperto, fossati, crateri da attività bellica; interferenze idrologiche) e indiretti (subsidenza da estrazione di minerali, acqua e gas; depressioni). Si discute il concetto di Antropocene caratterizzato dall'impatto della specie umana su ambiente, clima e forme del rilievo, evidenziando i collegamenti tra geomorfologia antropogenica e geoarcheologia. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
HAIG (1978), Classificazione dei processi antropogenici. GISOTTI G. (2016), Geomorfologia antropogenica.
Localizzazione
Italia; siti archeologici classici (Agrigento, Leptis Magna, Siracusa, Mesopotamia); Las Médulas (Spagna - copertina); territorio globale
Sicilia; Spagna
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
Numero2/2018
Anno2018
AutoriGiuseppe Gisotti (Presidente onorario SIGEA)