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La prevedibilità dei disastri sismici fra sismologia e storia
Ricerca 2018 Geologia dell'Ambiente

La prevedibilità dei disastri sismici fra sismologia e storia

Gianluca Valensise
Abstract
L'articolo discute il tema della prevedibilità dei terremoti distinguendo tra ''prevedere'' (vedere prima, predire) e ''prevenire'' gli effetti. I terremoti sicuramente non si prevedono nel senso del primo significato. Qualunque processo di stima della pericolosità sismica, sia probabilistico sia deterministico, richiede di identificare le potenziali sorgenti dei futuri terremoti, di capirne le caratteristiche spaziali e geometriche e di caratterizzarne le proprietà di ricorrenza. L'autore sottolinea che il vero problema è prevenire gli effetti, non prevedere il momento. Si discute il ruolo delle infrastrutture strategiche (Ponte sullo Stretto di Messina, MOSE, viadotti, dighe) per le quali la sollecitazione massima attesa è dimensionata sulla vita utile di 100 anni. Si presentano i database DISS (Database of Individual Seismogenic Sources) e CFTI (Catalogo dei Forti Terremoti in Italia) come strumenti per integrare sismologia e storia nella stima della pericolosità sismica italiana. (Abstract sintetizzato dal testo)
Localizzazione
Italia (territorio nazionale); Stretto di Messina; Venezia (MOSE)
Sicilia; Veneto
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
NumeroSuppl. 1/2018 (Rischio sismico in Italia)
Anno2018
AutoriGianluca Valensise