Ricerca 2017 Geologia dell'Ambiente
Il Museo Geologico e delle Frane di Civita di Bagnoregio. Definizione di un modello di presidio territoriale, analisi dei fenomeni di instabilità e degli interventi nel periodo 2012-2015 e presentazione del Manifesto Come salvare Civita
Giovanni Maria Di Buduo
Abstract
Il Museo Geologico e delle Frane, ospitato nel rinascimentale Palazzo Alemanni a Civita di Bagnoregio, è una struttura di studio, ricerca e divulgazione attiva dal 2012. Lo staff (guidato dal direttore Tommaso Ponziani, con il responsabile scientifico Margottini) ha come obiettivo la costituzione di un presidio territoriale, sviluppando un modello funzionale esportabile in cui il geologo è figura di riferimento per una gestione attenta del territorio, con attenzione alla prevenzione delle frane. Il Museo cura la pubblicazione divulgativa semestrale Bollettino Geologico della Teverina, organizza convegni, escursioni, seminari e attività didattiche. Nel 2009 è stato inserito nell'International Programme on Landslides dell'ICL come progetto dimostrativo (Margottini & Di Buduo 2017). Il Comune ha dotato il Museo del Centro di Documentazione Territoriale (sala conferenze, archivio-biblioteca, laboratorio multimediale, sala mostre). La rupe di Civita è costituita da depositi vulcanici che ricoprono argille limoso-sabbiose marine del Gelasiano-Calabriano inferiore (colmamento del Graben del Paglia-Tevere). I depositi vulcanici appartengono al Distretto Vulsino (0,59-0,13 Ma): Complesso Paleovulsini (depositi vulcanici e vulcano-sedimentari stratificati con paleosuolo intercalato), sovrastato dall'ignimbrite di Orvieto-Bagnoregio (Complesso Bolsena-Orvieto). Analisi delle aree a rischio nel periodo 2012-2015: 1) zona Mercatello (estremità delle vulcaniti prima della sella, passaggio obbligato al ponte) con palificate, ancoraggi e reti contenitive in fase di smantellamento; 2) ponte di accesso a Civita (1965), versante sud oggetto di palificate; 3) area nordovest del borgo (cavon grande, nuovo cavon grande) con pozzi cavi tirantati realizzati oltre dieci anni fa. Schede di censimento ispirate a APAT 2001 e Amanti et al. 1996, documentate nel Bollettino Geologico della Teverina. La sintesi propone il passaggio dall'intervento di emergenza alla prevenzione delle frane attraverso monitoraggio continuo, progettazione dinamica adeguata alla rapida dinamica del territorio. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
ACOCELLA V., PALLADINO D.M., CIONI R., RUSSO P., SIMEI S. (2012), Caldera structure, amount of collapse and erupted volumes: the case of Bolsena Caldera, Italy, Geological Society of America Bulletin, 124, 1562-1576; AMANTI M., CASAGLI N., CATANI F., D'OREFICE M., MOTTERAN G. (1996), Guida al censimento dei fenomeni franosi ed alla loro archiviazione, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali, Servizio Geologico; APAT (ora ISPRA) (2001), Guida alla compilazione della scheda frane, Progetto I.F.F.I.; BALDANZA et al. (2011), studi su bacino estensionale Paglia-Tevere e successioni argillose Gelasiano-Calabriano; BARBERI et al. (1994), studi sul Distretto Vulsino; CIONI et al. (1987, 1989), studi sul Complesso Vulcanico Bolsena-Orvieto; COSTANTINI L., DI BUDUO G.M., PONZIANI T. (2015), L'impegno del Museo Geologico e delle Frane per salvare Civita di Bagnoregio, Professione Geologo n. 44; DI BUDUO G.M. et al. (2012, 2015), pubblicazioni sul presidio territoriale e Museo Geologico; MANCINI et al. (2003-2004), Graben del Paglia-Tevere; MARGOTTINI C. (2013), Low environmental impact consolidation works in the rock cliff of Civita di Bagnoregio, in Landslide science in practice, Heidelberg-Berlin-New York; MARGOTTINI C., SERAFINI S. (1990), Civita di Bagnoregio. Osservazioni geologiche e monitoraggio storico dell'ambiente, ENEA-Associazione Progetto Civita, Roma; MARGOTTINI C., DI BUDUO G.M. (2017), The landslides and Geological Museum of Civita di Bagnoregio, in Landslides, ICL; NAPPI G., RENZULLI A., SANTI P., GILLOT Y. (1995), Geological evolution and geochronology of the Vulsini Volcanic District, Boll. Soc. Geol. It., 114, 599-613; PALLADINO D.M., SIMEI S., SOTTILI G., TRIGILA R. (2010), Integrated approach for the reconstruction of stratigraphy and geology of Quaternary volcanic terrains: an application to the Vulsini Volcanoes (central Italy), The Geological Society of America, Special Paper 464, 63-84
Localizzazione
Civita di Bagnoregio; Bagnoregio; Palazzo Alemanni; Mercatello; Cavon Grande; Nuovo Cavon Grande; Graben del Paglia-Tevere; Distretto Vulsino; Lago di Bolsena; Tuscia; Teverina; Viterbo; Lazio; Italia
Lazio
← Metodologie di studio, criteri di intervento e controllo e tecniche ingegneristiche per la stabilizzazione di placche tufacee applicabili anche al caso di Civita. Il caso di studio di Orvieto
La stabilità degli abitati su placche rigide poggianti su argille plio-pleistoceniche. Esperienze dai centri storici della Basilicata e della Puglia →

