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L’evoluzione del reticolo idrografico romano e l’urbanizzazione
Ricerca 2016 Geologia dell'Ambiente

L’evoluzione del reticolo idrografico romano e l’urbanizzazione

Carlo Ferranti
Abstract
L'analisi dello sviluppo urbanistico del comune di Roma attraverso i successivi piani regolatori (dal primo del 1870 fino all'ultimo del 2008) mostra come l'avanzamento dell'urbanizzazione non ha tenuto conto dello schema e delle esigenze idrauliche del deflusso superficiale del reticolo idrografico minore. La difesa idraulica di Roma si svolge solo verso il Tevere come a seguito della grande piena del dicembre 1870 che produsse grandi danni e vittime, inducendo il nuovo Governo italiano a considerare preminente la difesa idraulica. La questione termina con l'approvazione del progetto Canevari con i suoi Muraglioni (difesa per piene di 3300-3500 mc/s, dislivello di 17 m tra fiume e città). Il primo piano regolatore del 1883 prevede sviluppo della città in sinistra idrografica (Roma Ubertina, Prati, Esquilino, Nomentana, Testaccio). Passando per i piani del 1909, 1931, 1942, 1962 si arriva ad una conformazione a macchia d'olio. Lo sviluppo urbanistico ha compromesso il reticolo idrografico: i tratti terminali dei fossi che anticamente confluivano in Tevere ed Aniene sono stati inglobati in collettori fognari. Sono gravemente compromessi: fosso Caffarella e Statuario (Appio, Romanina); fosso di Tor Sapienza (Giardinetti, Tor Bella Monaca, Torre Spaccata, Tor Vergata); fiume Aniene, fosso di San Basilio (Pietralata Monti Tiburtini); bonifica storica (Fiumicino, Ostia, Infernetto, Casal Palocco); fosso della Magliana (Tor de Cenci, Spinaceto, Laurentia); fosso Vallerano (Ardeatina, Torrino). Nel febbraio 2014 un evento piovoso eccezionale ha messo in ginocchio la città (cartelli autostradali consigliavano di non entrare a Roma). Le altezze di pioggia su 1-3 ore hanno avuto tempi di ritorno di 70-90 anni: non estremi ma indicano impatto della progressiva impermeabilizzazione. Il Piano Stralcio Ps5 (2009) e la variante in corso definiscono scenari frequenti (50 anni), medi (200) ed estremi (500). Introduce il Principio di Invarianza Idraulica: obbligo per chi realizza impermeabilizzazione di mantenere il deflusso ante-operam, attraverso tetti verdi, vasche di laminazione, bacini con superfici infiltranti, zone umide, trincee infiltranti. (Abstract sintetizzato dal testo)
Bibliografia
Piano Stralcio di Bacino Ps5 - Piano stralcio area romana (2009), Autorità di Bacino del Tevere; D.Lgs. 49/2010 - Piano di Gestione delle Alluvioni; Direttiva 2007/60/CE Alluvioni; Progetto Canevari sui Muraglioni del Tevere (XIX sec.); Piani Regolatori di Roma 1883, 1909 (Piano San Juste), 1931, 1942, 1962, 2008; PRG Comune di Roma (vigente); Normative regionali Veneto ed Emilia Romagna sull'Invarianza Idraulica
Localizzazione
Roma; fiume Tevere; fiume Aniene; Ponte Castel Sant'Angelo; fosso Caffarella; fosso Statuario; fosso Tor Sapienza; fosso San Basilio; fosso Magliana; fosso Vallerano; fosso Acquatraversa; Rio Galeria; fosso Malafede; Appio; Romanina; Giardinetti; Tor Bella Monaca; Torre Spaccata; Tor Vergata; Pietralata; Tiburtini; Fiumicino; Ostia; Infernetto; Casal Palocco; Tor de Cenci; Spinaceto; Laurentina; Ardeatina; Torrino; Salaria; Lazio; Italia
Lazio
Informazioni
RivistaGeologia dell'Ambiente
NumeroSuppl. 4/2016 (Reticolo idrografico romano)
Anno2016
AutoriCarlo Ferranti