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“L’ignoranza della scienza. Conoscere per capire il mondo” di Luigi Falco

a cura di Giacomo Milazzo

I professori sono il nemico. Dobbiamo onestamente e aggressivamente attaccare le università di questo Paese
J.D. Vance, 2021

 Siamo sommersi da un oceano di dati, ma privi di una bussola per navigarlo
(senza fonte)

Dopo aver presentato lo scorso anno, nella nostra rubrica, il suo precedente “Oltre le apparenze”, accogliamo con piacere anche quest’ultimo lavoro dell’Autore.

Siamo circondati da dati, notifiche e scoperte incessanti, ma la nostra capacità di distinguere il sapere reale dal rumore di fondo sembra vacillare. L’Autore, in questo saggio lucido e multidisciplinare, ci invita a compiere un gesto rivoluzionario: riscoprire l’ignoranza. Non quella del rifiuto o della negligenza, ma l’ignoranza generativa, quella consapevolezza socratica che è da sempre la vera scintilla del progresso scientifico. Dalle neuroscienze alla sociologia, dai giganti del pensiero alle distorsioni cognitive dell’era digitale, una bussola indispensabile per chiunque voglia tornare a capire il mondo, invece di limitarsi a consumarlo.

In un’epoca dominata da quella che l’Autore definisce una vera e propria bulimia informativa, dove la quantità di dati disponibili sembra inversamente proporzionale alla nostra capacità di comprenderli realmente, il saggio si pone come una bussola necessaria e quanto mai attuale. Con lucidità e passione, l’Autore ci conduce per mano in un viaggio che non è solo una disamina scientifica, ma una profonda riflessione esistenziale sul senso della conoscenza oggi.

Il primo grande merito di quest’opera risiede nella capacità di ribaltare il concetto comune di ignoranza. Per l’Autore, l’ignoranza non è un vuoto da colmare con presunzione, bensì, nella sua accezione generativa, il presupposto indispensabile per ogni autentica scoperta. Citando il socratico sapere di non sapere, ci ricorda che solo chi riconosce i propri limiti può aprirsi alla meraviglia e all’esplorazione dell’ignoto.

Un altro aspetto di grande valore è l’originale sintesi proposta tra le cosiddette scienze dure e le scienze molli. Attraverso un’efficace metafora informatica dell’hardware e del software, l’Autore dimostra come il rigore delle scienze naturali e la profondità delle discipline umanistiche siano in realtà due facce della stessa medaglia: solo dalla loro sinergia può scaturire una comprensione olistica e moderna della realtà. Un dialogo interdisciplinare arricchito da una galleria di riferimenti che spaziano da Galileo e Newton alla filosofia di Platone, fino alle intuizioni della cultura popolare.

L’Autore non si limita all’analisi teorica, ma affronta le sfide della contemporaneità.

I rischi dell’infodemia e il paradosso dell’effetto Dunning-Kruger per cominciare, ma anche quello dell’ignoranza costruita ad arte, complice anche l’inflazionatissima AI che sta generando un mondo fatto di plausibilità prive della necessaria verifica, parole ben organizzate ma non conoscenza.

Eppure, nonostante la severità della diagnosi sociale, il messaggio che emerge dalle pagine è profondamente ottimista. La scienza non viene presentata come un dogma immodificabile, ma come un processo dinamico, un’avventura umana fatta di errori e rivoluzioni che ci costringe a rivedere continuamente l’immagine che abbiamo di noi stessi.

Leggere questo libro significa, in ultima analisi, accettare l’invito dell’autore a «camminare insieme lungo un percorso di scoperta». È un elogio della curiosità intellettuale che sfida il dogmatismo e il rifiuto di sapere, offrendo al lettore gli strumenti critici per navigare con consapevolezza nel mare tempestoso dell’informazione globale.

Un testo breve ma prezioso che, lungi dal voler fornire risposte definitive, ha la nobile pretesa di insegnarci a porre domande migliori. Un saggio che celebra la conoscenza come un viaggio infinito, dove ogni certezza messa alla prova diventa un gradino verso una libertà più consapevole.

L’autore cita Totò alla fine, e lo farò anch’io. «Scusa se la mia ignoranza nona arriva alla tua» ebbe a dire con una battuta il principe della risata. Che sia dunque motore per tutti.

Soprattutto nel nostro paese e in quest’epoca particolari. Un paese disaffezionato da sempre al mondo della scienza, alle sue tematiche: che siano documentari sulla natura o grandi scoperte. Un paese dove la maggioranza ignora perché lo vuole, supponendo con presunzione di saperne più degli altri, l’ignoranza peggiore, avrebbe detto Popper.

A tutto questo occorre infine aggiungere il ruolo che sta assumendo la cosiddetta “Intelligenza Artificiale”, occupando spazi sempre più grandi e complessi,  fino a sostituirsi completamente al processo che da sempre porta alla formulazione di un giudizio, all’apprendimento con comprensione. Sanità, industria, pubblica amministrazione, ricerca scientifica, finanza e persino difesa, sono solo alcuni degli ambiti in cui ormai l’AI è uno degli strumenti utilizzabili. In questi contesti il valore dipende dalla capacità di produrre decisioni affidabili all’interno di processi complessi, regolati e ad alta responsabilità. L’affidabilità assume così un significato economico. Ogni risposta genera un’attività di verifica. Ogni decisione richiede validazione, tracciabilità, responsabilità e controllo. Il costo della verifica entra direttamente nella funzione di valore dell’intelligenza artificiale. Un sistema produce valore quando riduce il tempo, il costo e l’incertezza necessari per raggiungere una decisione affidabile.

Ma a fronte della straordinaria capacità di produzione di cose non c’è un equivalente processo di verifica i cui costi sarebbero di gran lunga superiori a quelli di produzione.
Quindi un libro come questo non può che essere benvenuto, pur rischiando di predicare ai convertiti. Benvenuto perché nella sua essenzialità riesce a comunicare e porre le basi dei pilastri della scienza e del suo metodo, ma anche spingere i volenterosi o i curiosi ad approfondire.

Luigi Falco

Luigi Falco nasce a Baiano, in provincia di Avellino, nel 1968. L’infanzia e l’adolescenza trascorse nella bassa Irpinia, nel cuore dell’Agro Nolano, lo hanno profondamente segnato: da quel paesaggio, ricco e fragile al tempo stesso, è nata la sua attenzione per le tematiche ambientali.
Dopo la maturità scientifica, nel 1993 si laurea in Scienze Geologiche all’Università di Napoli “Federico II” con una tesi in geofisica applicata dedicata al complesso vulcanico Somma-Vesuvio. Negli anni immediatamente successivi amplia la sua formazione, conseguendo la qualifica di Agente di sviluppo del territorio e fondando, nel 1995, il primo Studio associato di Agenti di Sviluppo in Italia. Parallelamente esercita come geologo libero professionista e frequenta corsi di specializzazione che spaziano dalla cultura d’impresa all’ecologia, dall’economia alla psicologia, dall’informatica alla comunicazione.
Nel 2001 intraprende la carriera di insegnante dopo aver ottenuto l’abilitazione all’insegnamento per le discipline scientifiche (Scienze naturali, Chimica e Geografia, Microbiologia).  Da allora lavora in diversi istituti della provincia di Arezzo, specializzandosi nel sostegno e diplomandosi in Scienze Religiose. L’esperienza professionale lo conduce così a unire la sua anima scientifica con quella umanistica: la geologia lo ha portato a scrutare le profondità della terra, l’insegnamento di sostegno a comprendere le profondità dell’animo umano.
Negli anni partecipa a convegni, giornate di studio e corsi di formazione, affinando le proprie competenze nella didattica inclusiva e nella valorizzazione delle risorse umane. Oggi insegna presso l’Istituto Omnicomprensivo “G. Marcelli” di Foiano della Chiana (AR), continuando a progettare percorsi formativi dedicati alla diversità e all’inclusione. L’incontro con il mondo della disabilità ha acceso anche la sua vena creativa. Autore di racconti, poesie e libri, Luigi Falco ha dato voce a emozioni, ricordi e riflessioni che vanno oltre la sfera personale, cercando un dialogo universale.
Per un elenco delle sue opere rimandiamo all’apposita sezione sul sito dell’Autore.

Indice

Introduzione
Capitolo I – Informazione, conoscenza e ignoranza
1.1 Anfiteatro di emozioni
1.2 Bulimia informativa
1.3 Sapere di non sapere
Capitolo II – I contorni della Scienza
2.1 Le caratteristiche della scienza
2.2 Scienze dure e molli
2.3 Il metodo scientifico
Capitolo III – Ignoranza e dintorni
3.1 Le radici dell’ignoranza
3.2 La società dei creduloni
3.3 Il rifiuto di sapere
Capitolo IV – Oltre l’ignoranza: verso nuovi orizzonti
4.1 Ignoranza generativa
4.2 Serendipità
4.3 Effetto Dunning-Kruger
Conclusioni

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